Fontana di Trevi, barriere e presidio contro il degrado ma è polemica

Una barriera protettiva per la vasca della Fontana di Trevi che impedisca di sedersi sul bordo del monumento. È l’impegno, messo nero su bianco, in un atto d’indirizzo alla sindaca Virginia Raggi e alla sua giunta approvato dall’Aula di Roma. Ma la mozione non trova riscontri positivi in giunta. I due assessori competenti, Luca Bergamo (Cultura) e Carlo Cafarotti (Commercio e Turismo) non vogliono “barriere” e puntano, invece, a regolare i flussi in altro modo. La mozione in questione ha formalizzato anche un’altra richiesta: che sia “istituito un presidio fisso potenziato di vigili che comprenda anche il controllo delle vie di accesso a Fontana di Trevi e all’area del Colosseo” in funzione anti-abusivismo.

Nopn sono mancate le polemiche. Secondo il vicesindaco Bergamo sarebbe “più efficace regolare i flussi nell’area intorno alla Fontana di Trevi che erigere una barriera. Per identificare interventi capaci di conciliare il diritto e il piacere di apprezzare la Fontana di Trevi con la sua migliore conservazione – sostiene – penso sia preferibile un confronto internazionale di idee sulla gestione dei flussi nell’area a soluzioni improvvisate”. Anche per Cafarotti “le barriere non sono mai auspicabili. Quindi ritengo più opportuno ragionare in termini di flussi turistici e di utilizzo a tal fine delle nuove tecnologie”. Ma, intanto, l’Aula – sebbene ‘solo’ con un atto di indirizzo – si è già espressa. Plauso, invece, dalle associazioni dei commercianti, per l’iniziativa anti-abusivi chiedendo sia subito applicata.

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