Roma, Raggi contro le bancarelle ma scatta la polemica con gli urtisti

Liberare i monumenti di Roma dalle bancarelle. È l’obiettivo della sindaca Virginia Raggi che sabato mattina ha fatto un sopralluogo alla Fontana di Trevi dove è scattato il divieto per gli ‘urtisti’, una particolare categoria di ambulanti specializzata nella vendita di oggetti di devozione e appartenente in gran parte alla comunità ebraica.

“Abbiamo restituito questa piazza come altre piazze storiche alla libera fruizione dei cittadini. Non ci sono più quelle bancarelle che ostruivano la vista dei monumenti”, ha rivendicato Raggi.
Immancabili le proteste degli urtisti, che hanno espressoil loro dissenso esponendo cartelli con su scritto ‘Non siamo abusivi’, ‘Siamo italiani’ e ‘Come nel ’38 la storia si ripete’.
“Ci sembra di vedere una punta di antisemitismo verso una categoria storica della comunità ebraica. Oltre 100 anni di autorizzazioni regolari tolte solo durante le leggi razziali, oggi sono state nuovamente tolte. Qui tutti i giorni ci sono migliaia di abusivi”, ha detto Angelo Pavoncello, vicepresidente dell’associazione nazionale ambulanti (Ana).
La polizia locale almeno per i primi giorni dall’inizio del divieto ha previsto una vigilanza continuativa delle aree interessate.
Raggi ha cercato di rassicurare gli operatori ricordando che “ci sono delle alternative previste per legge, un indennizzo e una licenza taxi. Non sarà perso alcun posto di lavoro”. Al suo fianco il presidente della commissione Commercio, Andrea Coia, che in piazza del Campidoglio era stato aggredito da un gruppetto di urtisti: “Siamo qui per testimoniare coerenza e aprire al diaolgo per coloro che lo vogliono veramente”.

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