sabato, 22 Gennaio 2022

Associazioni preoccupate per disdette Capodanno e mancato rinnovo CIG

ATR Milano, l’associazione degli albergatori milanesi in seno a Confesercenti, punta il dito contro il decreto festività per l’ondata di cancellazioni che ha investito nell’ultima settimana i centralini degli hotel.
“Capiamo la necessità delle ulteriori restrizioni per l’avanzata della variante Omicron – spiega il presidente di ATR, Rocco Salamone – ma punire indistintamente vaccinati e non con la chiusura delle piazze e delle discoteche ci ha portato anche una prevedibile ondata di cancellazioni delle prenotazioni per il Capodanno: è abbastanza logico che togliendo alle persone la possibilità di festeggiare, queste poi preferiscano organizzarsi diversamente”.
Secondo i dati di ATR le cancellazioni nelle settimana del Capodanno a Milano hanno toccato una media vicina al 70%: si salvano solo gli hotel con ristorante che possono offrire cenone + pernottamento. Il nuovo decreto che estende il Green Pass rafforzato dal 10 gennaio a trasporti, hotel, fiere e congressi rende la situazione critica anche per i mesi a venire.
“La situazione sta diventando insostenibile anche perché già da alcune settimane notiamo un blocco delle prenotazioni per i mesi invernali – prosegue Salamone – le persone sono scettiche sulle possibilità di viaggio, temono ulteriori restrizioni e quindi preferiscono attendere anche se sono supervaccinate. A questo si aggiungono altre problematiche come il rinnovo della CIG, la cassa integrazione in deroga che è arrivata alla scadenza del 31 dicembre con tante promesse ma nessun atto pratico. Se dicembre è stato il mese delle cancellazioni, di questo passo gennaio sarà il mese dei licenziamenti”.
Preoccupazione anche da parte di Confcommercio Lombardia che chiede “ad ogni livello, interventi di sostegno – e in questo senso non dobbiamo dimenticare le discoteche, nuovamente chiuse – e in generale la proroga della cassa integrazione e delle moratorie fiscali e bancarie”, ha spiegato il vicepresidente vicario Carlo Massoletti.
“Lo scenario – ha aggiunto – è molto preoccupante: da tutta la Lombardia i segnali che registriamo, sono di un forte calo dell’attività alberghiera e disdette nei ristoranti, seppur con qualche lieve differenza tra diversi territori. Ma il comune denominatore è uno: la fortissima preoccupazione per quello che succederà dopo l’Epifania, con una situazione di totale incertezza che mette a rischio ogni possibilità di programmazione. Siamo di fronte ad una ricaduta in un livello di crisi che speravamo di esserci lasciati alle spalle”.
Al momento per il Cenone di Capodanno, ha spiegato il presidente di Fipe Lombardia Lino Stoppani , “le disdette si aggirano di media sul 30%; il quadro è diversificato, ma abbiamo segnalazioni di diverse attività che preferiscono chiudere e mettere in ferie i collaboratori; in altri casi l’operatività viene fermata dalle quarantene degli stessi imprenditori o dei loro dipendenti”.
Secondo Fabio Primerano, coordinatore degli albergatori lombardi di Confcommercio: “sul fronte alberghiero, le disdette superano il 60% e l’occupazione nelle strutture è ai minimi soprattutto nelle città, dove pesa il nuovo forte calo, di fatto quasi uno stop, dei movimenti turistici internazionali. E anche dove si è riusciti a limitare i danni, spesso si è dovuto ricorrere ad un forte abbassamento dei prezzi”. Una situazione peggiorata anche rispetto alla settimana scorsa perché “stanno venendo a mancare anche i viaggiatori europei, tedeschi, svizzeri, austriaci in primis”.

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