martedì, 25 Giugno 2024

Confcommercio: necessario regolamento per sagre nelle Marche

Varotti: stop a facili incassi senza attenzione a promozione territorio

Ogni anno in Italia ogni anno vengono organizzate oltre 30mila sagre per circa 250mila giornate di attività ed un fatturato di 700 milioni di euro con una media di 4 sagre per ogni comune. 
“Abbiamo sempre sostenuto – spiega Amerigo Varotti, direttore Confcommercio– la validità di quelle manifestazioni ed eventi di tradizione popolare e legati alla cultura enogastronomica del territorio, realizzati possibilmente con il coinvolgimento degli operatori economici locali, in quanto questi possono costituire un momento di aggregazione ed uno strumento di valorizzazione e promozione del territorio. Purtroppo ormai non è più così da tempo e – continua – a parte le eccezioni delle Proloco, il tutto viene condensato nell’unico obiettivo di fare facili incassi che sfuggono ad ogni controllo. Una normativa regionale, che lascia la possibilità a chiunque di inventarsi dall’oggi al domani un qualunque evento in cui i Comuni poi possono autorizzare il rilascio di licenze per la somministrazione di alimenti e bevande, rende il mercato senza più regole” . La Confcommercio, infatti, di concerto con l’Associazione Ristoratori e Fipe-pubblici esercizi, ha chiesto alle Autorità competenti regionali e locali la modifica dell’attuale normativa. 
“In un momento di difficoltà in cui – prosegue Marco Arzeni, segretario Fipe e dell’Associazione Ristoratori – a cittadini ed imprese vengono richiesti sforzi e sacrifici, non possiamo accettare che esistano zone franche e privilegiate di cui godono sagre, feste di partito e circoli privati; benefici che si concretizzano in un danno per la collettività e per le imprese rappresentate a cui viene sottratto una importante fetta di mercato senza che venga rispettata la regola basilare della libera concorrenza che è quella di avere regole certe e uguali per tutti. Riteniamo che sia giunto il momento che Amministratori Regionali e locali debbano regolamentare seriamente l’organizzazione di questi eventi”. 

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