Registrare i ‘suoni’ del Molise per conservarne l’eredità culturale
26 Gennaio 2026, 09:15
C’è un patrimonio che rischia di scomparire nel silenzio delle aree interne: i canti delle lavoratrici della terra, il suono del telaio, le voci dei vecchi artigiani, i dialetti che si parlano ancora oggi tra le mura domestiche ma non più nelle piazze, i suoni e i rumori del lavoro fatto con le ‘mani d’oro’ degli artigiani.
Un tesoro che rischia di perdersi con l’ultima generazione che lo custodisce. Per questo nasce ‘Suoni del Molise – Soung Heritage Lab’, start-up culturale che combatte lo spopolamento mettendo giovani e anziani gli uni accanto agli altri, nel tentativo di cristallizzare il ‘suono’ dell’eredità di una terra sempre più ‘sola’.
I comuni di Casacalenda, Larino e Civitacampomarano – piccoli paesi in provincia di Campobasso – hanno voluto investire risorse per trasformare i disagi in opportunità. L’idea alla base del progetto è quella di “formare un gruppo di giovani del territorio nelle tecniche di documentazione etnografica, audio-video e gestione culturale, e farli lavorare fianco a fianco con gli over 65 del territorio che diventeranno protagonisti attivi, non semplici testimoni, per raccogliere, preservare e valorizzare il paesaggio sonoro del Molise”.
“Crediamo fortemente in questo progetto – afferma la sindaca di Casacalenda, Sabrina Lallitto – perché rappresenta un’opportunità concreta per i nostri giovani di restare e lavorare nel territorio, valorizzando al contempo la saggezza e la memoria dei nostri anziani. È un modo innovativo di affrontare insieme lo spopolamento e la perdita del patrimonio culturale”.
Il cuore dell’iniziativa è la creazione di un museo del suono digitale e interattivo, una piattaforma innovativa dove confluiranno tutte le testimonianze raccolte: le interviste agli anziani, le registrazioni dei canti tradizionali, i suoni dei mestieri che non esistono più, i racconti in dialetto. Il materiale diventerà la base per costruire itinerari di turismo culturale ed esperienziale, dove i visitatori potranno vivere il territorio attraverso la sua memoria sonora, accompagnati proprio dai giovani formati e dagli anziani che, di quei ricordi, sono custodi. E poi ci sarà ‘Echi del Molise’, un festival alla sua prima edizione che trasformerà questi piccoli borghi in palcoscenico della tradizione e della contemporaneità.
Il progetto può contare sulla collaborazione con l’Università del Molise per la formazione, la Fondazione Macte di Termoli per la direzione artistica, la Fondazione Molise Cultura, Molise Cinema e l’Agenzia Klaus per la produzione. E, soprattutto, sulla cooperativa giovanile ‘Wayouth’, che sarà il motore operativo dell’iniziativa e l’incubatore della futura impresa culturale.
“Ora resta da aspettare l’esito del bando nazionale – conclude la sindaca Lallitto Se il progetto verrà finanziato, Casacalenda, Larino e Civitacampomarano potrebbero diventare un modello per tante altre aree interne del Paese, dove le stesse sfide come lo spopolamento, invecchiamento, perdita di identità aspettano risposte coraggiose e creative”.