Molise punta sui nomadi digitali per contrastare lo spopolamento
17 Febbraio 2026, 11:30
Il Molise lancia una sfida ambiziosa: trasformarsi nel primo Hub tecnologico digitale d’Europa. Il Consigliere Regionale Fabio Cofelice, Delegato a Turismo e Cultura, ha presentato una strategia che unisce l’alta velocità tecnologica alla lentezza rigenerativa dei borghi molisani.
L’obiettivo è chiaro: attrarre i ‘Nomadi Digitali’, professionisti che non cercano solo una scrivania, ma uno stile di vita nuovo. All’incontro ha partecipato anche l’esperta Giorgia Deiuri, portando l’esperienza di progetti simili realizzati in contesti estremi come il deserto di Atacama.
Per comprendere la portata del progetto molisano, è necessario definire il profilo dei destinatari. Il nomadismo digitale non è una semplice moda, ma un cambio di paradigma nel mondo del lavoro post-pandemico. Si tratta di professionisti (sviluppatori, designer, traduttori, consulenti) che utilizzano le tecnologie digitali per svolgere il proprio lavoro e scelgono di vivere in modo itinerante o in luoghi lontani dalle grandi metropoli.
Oltre a una connessione stabile, cercano la cosiddetta ‘Workation’ (Work + Vacation): la possibilità di terminare una call di lavoro e trovarsi immersi nella natura o nel silenzio di un centro storico.
I borghi molisani a rischio spopolamento offrono costi della vita contenuti, sicurezza, aria pulita e quel senso di comunità “autentica” che le grandi città hanno perduto. ‘Viaggiare a 10 Giga’, come sottolineato da Cofelice, significa eliminare il digital divide che ha storicamente penalizzato il Sud Italia.
Il Piano d’Azione Regionale prevede il finanziamento di diversi comuni pilota tra cui Guardialfiera, Trivento, San Giuliano di Puglia, Lucito, Cercemaggiore finanziati dalla Regione per diventare i primi ‘Hub Digitali’. Gli hub non saranno semplici stanze con Wi-Fi, ma spazi in grado di facilitare l’integrazione tra i nuovi arrivati e la popolazione locale.
A differenza del turista ‘mordi e fuggi’, il nomade digitale è un r’esidente temporaneo’. Questo comporta benefici strutturali: consumi costanti durante tutto l’anno (non solo in estate), che sostengono botteghe, bar e piccoli artigiani; scambio culturale in quanto i nomadi digitali portano competenze internazionali in luoghi isolati, creando occasioni di crescita e contaminazione per i giovani locali; ripopolamento attivo.
“Il Molise non è solo una meta da visitare, ma un luogo ideale dove costruire il proprio futuro,” ha concluso Cofelice. Una promessa che poggia su fondamenta di fibra ottica e radici antiche.