domenica, 29 Novembre 2020

Berlino inaugura l’aeroporto Willy Brandt con 9 anni di ritardo

Gli ambientalisti travestiti da pinguini per la protesta sono stati i primi ad arrivare. Poi, invece di una grande festa, due atterraggi: alle 14 in punto di sabato 31 ottobre un aereo Easyjet proveniente da Tegel ha toccato la pista del nuovo aeroporto di Berlino, e quattro minuti dopo è toccato ad un volo Lufthansa, partito da Monaco. È andata così alla fine, a causa del Covid, l’attesissima inaugurazione del ‘Willy Brandt’ che arriva con nove anni di ritardo: su un cantiere avviato nel 2006 (costato 6 miliardi invece di 2) la partenza ha subito ben sei rinvii.

Con la prospettiva di accogliere fino a 41 milioni di passeggeri all’anno nei suoi tre terminal, il Willy Brandt sarà il terzo scalo tedesco dopo Monaco e Francoforte, e sostituirà a Berlino gli aeroporti di Schoenefeld e Tegel, che chiuderà per sempre l’8 novembre. Il terzo aeroporto berlinese, quello celebre di Tempelhof, fu dismesso nel 2008 ed è oggi un parco. La partenza del BER non poteva cadere in un periodo peggiore: la pandemia ha colpito al cuore proprio il trasporto aereo e il nuovo aeroporto, già indebitato, farà fatica a recuperare le spese aprendo ad un servizio più che ridotto. Il terminal 2 entrerà in uso soltanto la prossima primavera e le compagnie aeree di casa hanno preventivato offerte di voli dimezzate rispetto ai tempi precovid. Un’emergenza che potrebbe anche durare a lungo: gli esperti del settore contano su un ritorno alla normalità solo nel 2024.

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