Airbnb cambia il sistema delle commissioni: le novità da ottobre

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Novità, non necessariamente piacevoli, per gli host di Airbnb. Lo scorso 7 luglio la piattaforma ha inviato una comunicazione a tutti gli host europei con un titolo chiaro: “Costi del servizio semplificati su Airbnb“. Ce lo segnala la community Vita da Host secondo cui si tratta di “un aumento di tassazione per gli host privati italiani mascherato da miglioramento dell’esperienza utente”.

In pratica se fino a ora l’host fissava, ad esempio, il prezzo di 100 euro a notte, l’ospite vedeva 115 euro (commissione ospite 14-16%) mentre l’host incassava 97 euro (commissione host 3%).

Dal 13 ottobre 2026, arriverà la commissione unica del 15,5% tutta a carico dell’host. L’ospite vede esattamente il prezzo fissato dall’host. Ora per incassare gli stessi 97 euro netti, l’host deve impostare il prezzo a 115 euro perchè lasciando il prezzo a 100 euro, incassererebbe solo 84,50 euro.

“Ma c’è un altro punto da tenere in considerazione – avverte Vita da Host – per chi affitta in cedolare secca, e cioè la stragrande maggioranza degli host privati italiani, la tassazione si calcola sul canone lordo, cioè sul prezzo che l’host fissa per il soggiorno. Non sul netto incassato dopo le commissioni OTA: sul canone. E in cedolare secca non si deduce nessun costo, nemmeno le commissioni pagate alla piattaforma. Oggi, con il modello a costi divisi, il canone che dichiarate – il prezzo che avete fissato voi – è quello più basso: nell’esempio, 100 euro. La parte che paga in più l’ospite non è mai transitata come vostro canone: è una commissione che l’ospite versa direttamente ad Airbnb, fuori dal vostro perimetro fiscale. Dal 13 ottobre, se volete mantenere lo stesso incasso netto, dovete alzare il prezzo che impostate da 100 a 115. Cioè: il vostro canone dichiarato – quello su cui si calcola la cedolare secca al 21%, o al 26% dal secondo immobile in poi – sale del 10% circa. Stesso identico incasso netto in tasca, ma una base imponibile più alta. Non è un dettaglio contabile, è un aumento di tassazione reale che non passa da nessun decreto, nessuna legge di bilancio, nessun voto in Parlamento. La commissione che prima l’ospite pagava direttamente, e che non toccava mai il vostro canone, ora la pagate voi – e la pagate anche in tasse, perché diventa parte del prezzo che dichiarate al fisco con la comunicazione alloggiati web e nel modello RLI. Moltiplicate questo per le prenotazioni di un anno intero, e la differenza tra ritenuta d’acconto trattenuta e saldo cedolare secca smette di essere uno scherzo”.

Ma c’è un anche un altro punto che preoccupa la community degli host: l’assimilazione di Airbnb a Booking.com. Dopo aver aperto agli hotel, ora Airbnb elimina il modello di commissione che la distingueva da Booking.

“Il risultato è che due piattaforme nate per fare cose diverse – una il marketplace tra privati, l’altra la prenotazione alberghiera classica – oggi convergono verso lo stesso identico modello. Stessa commissione, stessi hotel dentro, stessa logica di intermediazione totale”, lamentano gli host.

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