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Cresce il mercato alberghiero italiano: fatturato a +14,6% nel 2017

In Italia il fatturato del mercato immobiliare alberghiero nel 2017 ha raggiunto quota 2,75 miliardi di euro di immobili scambiati con contratti di vendita o locazione, registrando un incremento del 14,6% rispetto al 2016. Il mercato dovrebbe mantenere lo slancio a fine 2018, con una crescita attesa del fatturato di circa il 13% su base annua, mentre per il 2019 si stima un rallentamento, sebbene ancora in territorio positivo. È quanto emerge dal “Rapporto 2018 sul mercato immobiliare alberghiero” realizzato da Scenari Immobiliari in collaborazione con Castello Sgr, presentato oggi a Milano durante l’Hospitality Forum.

Il mercato immobiliare alberghiero europeo nel 2017 ha registrato un andamento in controtendenza rispetto al trend globale, con un aumento dei volumi transati del 22%, rispetto al 2016 (fonte Hvs), arrivando a 21,7 miliardi di euro, mentre a livello globale ha segnato una flessione di circa il 10%, raggiungendo un ammontare complessivo di 58 miliardi di euro (fonte Rca).

Il numero complessivo di stanze compravendute nel continente è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al 2016, circa 133mila camere per ogni anno, ma il volume totale transato più elevato (erano 17,5 miliardi nel 2016) è dovuto a una qualità media delle strutture più alta, comportando un leggero innalzamento del valore medio a camera. Nel complesso circa il 55% delle stanze è passato di mano attraverso l’acquisto di portafogli.

“L’andamento del mercato immobiliare alberghiero italiano – ha spiegato Francesca Zirnstein, direttore generale di Scenari Immobiliari – ha raggiunto la sincronia con quello europeo, agganciando l’onda delle buone performance registrate nel 2017 e mantenendo un ritmo vivace nei primi mesi del 2018. In Italia, come in Europa, hanno contribuito al trend positivo, la ripresa economica, l’aumento dei consumi e l’ormai mutata geografia delle preferenze turistiche che ha spostato il baricentro d’attrattività verso il Mediterraneo, in generale, e verso la nostra penisola, in particolare. L’analisi delle variazioni delle consistenze degli esercizi ricettivi in Italia mostra un riaffermarsi di una timida crescita numerica delle strutture alberghiere, mentre continuano a viaggiare spedite le tipologie extralberghiere, con un aumento significativo tra il 2016 ed il 2015 degli alloggi gestiti in maniera imprenditoriale, con un +11,1%, come dei bed&breakfast, aumentati del 6,5%”.

L’ammontare complessivo di stanze interessate nelle transazioni avvenute in Italia nel 2017 si stima sia di poco inferiore alle novemila camere, con una concentrazione maggiore per le strutture 4 stelle, seguite dai 5 stelle. La quota maggioritaria va alle “altre destinazioni”, catalizzate principalmente dai villaggi turistici scambiati sia in montagna che al mare.

In particolare lo studio ha rilevato 27 nuove aperture per più di 2.370 camere, circa 22 interventi di cambio di gestione e ristrutturazione per 4.327 camere, e dieci interventi di ristrutturazione per poco più di 1.300 camere. Il dinamismo delle iniziative è stato particolarmente intenso nel secondo semestre del 2017. Tra le regioni più dinamiche si colloca la Lombardia, con nove interventi che hanno riguardato tutte le categorie 3, 4 e 5 stelle.

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