L’immobiliare alberghiero italiano vola a 2,35 mld nel 2025 e accelera nel I semestre 2026
01 Luglio 2026, 12:00
Il mercato immobiliare alberghiero in Italia consolida la propria traiettoria di forte espansione, superando definitivamente la fase di recupero e aprendo un ciclo di sviluppo maturo orientato all’alto di gamma. Secondo il Rapporto 2026 sul mercato immobiliare alberghiero, presentato a Milano durante l’Hospitality Forum 2026 organizzato da Castello SGR e Scenari Immobiliari, nel 2025 gli investimenti nel comparto nazionale hanno raggiunto i 2,35 miliardi di euro (+27% su base annua). Il trend positivo si è esteso al primo semestre del 2026, con transazioni stimate a quota 1,25 miliardi di euro, posizionando la penisola immediatamente alle spalle dei principali poli di attrazione di capitali europei quali Regno Unito (5,6 miliardi), Spagna (3,7 miliardi) e Francia (3,5 miliardi).
Su scala nazionale, il valore complessivo del patrimonio immobiliare ricettivo ha superato i 173 miliardi di euro (+7,2%), registrando un fatturato immobiliare di 3,8 miliardi generato dall’attività di istituzionali, private equity e proprietari-operatori. Le compravendite concluse tra il 2025 e i primi mesi del 2026 hanno superato le 90 transazioni per un totale di circa 8.300 camere. Gli investimenti si concentrano principalmente sui segmenti upscale e lusso: solo nel 2025 le operazioni hanno interessato 70 strutture a quattro e cinque stelle (circa 5.250 chiavi). Dal punto di vista delle performance, il tasso di occupazione delle strutture di fascia medio-alta ha superato stabilmente il 65% a livello nazionale, con picchi oltre il 75% e punte prossime all’80% nelle piazze primarie e nei brand territoriali a forte trazione leisure e business.
La spinta del settore del lusso funge da driver per l’intero comparto, catalizzando interventi di riqualificazione del patrimonio infrastrutturale esistente e l’introduzione di asset class ibride. Sulle prospettive di sviluppo è intervenuto Giampiero Schiavo, AD e DG di Castello Sgr, evidenziando i nuovi trend: “Per gli investitori, il segmento dell’hospitality si conferma uno dei più interessanti all’interno del mercato del real estate in Italia. Il settore del lusso, in particolare, rappresenta un driver per tutto il comparto, guidando l’espansione come dimostra la pipeline delle prossime aperture. In questo scenario, occorre lavorare per potenziare l’offerta di servizi premium dedicati alla clientela più esigente, ma anche continuare a riqualificare e integrare il patrimonio infrastrutturale esistente, che vede emergere a fianco degli hotel formule nuove come le branded residences”.
“L’Italia si distingue per un mercato sempre più orientato alla qualità e alla valorizzazione degli asset. La crescita diffusa degli investimenti e il rafforzamento dei principali indicatori operativi evidenziano come gli operatori stiano puntando con decisione su interventi di riqualificazione e riposizionamento. Questo in particolar modo per mercati come Milano o Bologna, e brand territoriali quali Firenze con Siena e il Chianti, Genova con i territori costieri fino a La Spezia, Verona con il Garda, Napoli e la Costiera Amalfitana, ormai con livelli di occupancy strutturalmente prossimi all’80% e che continueranno a offrire buone opportunità”, ha detto Francesca Zirnstein, DG di Scenari Immobiliari.