domenica, 28 Febbraio 2021

Salute, sicurezza e igienizzazione: cosa cercano i clienti in hotel nel post Covid?

Il 65,9% degli italiani che torneranno in hotel quest’anno ha fiducia che gli alberghi adotteranno adeguate misure anti-Covid e l’81,5% chiederà informazioni in merito. Il 94,5% delle indicazioni si concentra su tre aspetti: ambienti comuni igienizzati spesso e spazi adeguati al distanziamento, igienizzazione di lenzuola, federe e biancheria da bagno e di camere e arredi. E’ quanto emerge da una ricerca di Tecnè realizzata per conto di Assosistema e Associazione Italiana Confindustria Alberghi.

“Più del 90% dei clienti – spiega Marco Marchetti, presidente di Assosistema Confindustra – dichiara che si sentirebbe più tranquillo se l’igienizzazione avvenisse attraverso un processo “certificato”, effettuato da soggetti autorevoli. E inoltre il 54,7% sceglierà l’hotel dove soggiornare in base alle misure adottate e solo il 20,8% in base al prezzo. E sarebbero disposti a spendere anche l’8% in più per avere procedure igieniche garantite”.

“Quello delle imprese alberghiere – dice Maria Carmela Colaiacovo, vice presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi – è un impegno convinto testimoniato dai tanti e complessi investimenti che, pur con i gravi problemi di liquidità che le colpiscono attualmente, dimostrano il senso di responsabilità e la voglia di ripartire offrendo un soggiorno sicuro e sereno a chiunque sia in procinto di voler tornare a viaggiare”.

Interventi mirati a garantire la sicurezza dei clienti – secondo la ricerca – permettono di attenuare sensibilmente il calo di fatturato, con una riduzione significativa dell’impatto negativo determinato dall’emergenza (da -60% a -41%) e un ritorno ai livelli di fatturato precedenti già nel 2022 (e non nel 2025). Tutto questo secondo le associazioni non dovrebbe far lievitare i prezzi anche perché come spiega Barbara Casillo, direttore generale di Confindustria Alberghi “l’igienizzazione e la sanificazione dei tessili, in particolare, sono pratiche da sempre in essere: oggi vanno solo comunicate per rassicurare il cliente”. E aggiunge: “Ora sono solo il 20% le strutture operative, imprenditori coraggiosi che stanno affrontando davvero grandi difficoltà”. Non trascurabile anche il minore impatto sull’ambiente dell’igienizzazione e del lavaggio industriale della biancheria a confronto con l’uso di uso di materiali monouso (di carta e di plastica).

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