L’AI sfida le OTA: RankWit lancia la GEO per gli hotel
27 Luglio 2026, 10:10
Il settore del turismo digitale sta vivendo un profondo cambio di paradigma: la ricerca tradizionale su web cede progressivamente il passo agli assistenti conversazionali e alle risposte istantanee generate dall’intelligenza artificiale, come le AI Overviews di Google. Secondo le ultime rilevazioni Phocuswright, quasi il 40% dei viaggiatori occidentali pianifica i propri itinerari interagendo con assistenti virtuali. Una dinamica che sta modificando la visibilità online delle destinazioni, determinando flessioni di traffico tra il 20% e il 40% per le DMO e fino al 90% per i blog di settore, mentre i grandi intermediari (OTA) controllano già oltre il 54% della visibilità all’interno delle risposte fornite dall’AI sugli hotel europei.
Per contrastare il rischio di ‘invisibilità’ e la dipendenza dalle elevate commissioni delle piattaforme di intermediazione, la startup innovativa e Società Benefit RankWit, fondata da Dario Valastro, Davide Filiaggi e Vincenzo Marragony, con Mirko Lalli nel ruolo di socio, advisor e presidente del CdA, propone l’adozione della GEO (Generative Engine Optimization). La tecnologia punta a ottimizzare le informazioni di hotel indipendenti, operatori e territori affinché vengano compresi e consigliati in modo nativo da motori generativi e Large Language Models (LLM) quali ChatGPT, Perplexity, Gemini o Claude.
La strategia sviluppata da RankWit si fonda su tre direttrici principali: la contestualizzazione semantica dei contenuti e la mappatura digitale dei vuoti informativi, l’adeguamento delle infrastrutture tecniche ai nuovi standard di lettura di Google (compresa la precisione dei dati del profilo aziendale e delle schede servizi) e la gestione della reputazione diffusa su piattaforme, forum e social network da cui l’AI attinge dati. L’azienda ha inoltre avviato un progetto di ricerca accademico con le Università di Catania e di Bologna per monitorare i criteri di posizionamento delle chat e l’impatto economico della ricerca conversazionale sulla disintermediazione delle strutture ricettive.