Tecnologia fa crollare bagagli smarriti, ma restano 6,3 mld di costi

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l tasso di bagagli “disguidati”, ovvero smarriti, consegnati in ritardo o danneggiati, è diminuito del 23%, attestandosi a 4,9 bagagli ogni 1.000 passeggeri; il numero totale di casi è calato del 19%, raggiungendo 24 milioni di bagagli, entrambi i valori sono ora inferiori ai livelli pre-pandemia. I dati sono quelli del report Baggage IT Insights 2026, giunto alla ventesima edizione, in cui si sottolinea che gli “sforzi di trasformazione digitale stanno iniziando a dare risultati”.

Tuttavia, nonostante il trend positivo guidato dall’instradamento tramite IA, dal bag drop biometrico e dalle integrazioni con i sistemi di localizzazione Find My di Apple e Find Hub di Google, le inefficienze continuano a gravare sul comparto per 6,3 miliardi di dollari all’anno. Ogni bagaglio comporta un costo medio di 260 dollari. Con un profitto netto medio di appena 8 dollari per passeggero, un singolo bagaglio gestito in modo improprio annulla l’utile generato da più di 30 posti venduti, mentre cinque bagagli cancellano il profitto di un intero volo, spiega il rapporto.

“La gestione dei bagagli sta passando dall’essere un problema logistico a configurarsi come un servizio digitale”, ha detto Nicole Hogg, portfolio director Baggage di Sita. “I passeggeri si aspettano di sapere dove si trova il loro bagaglio in ogni momento, e sono sempre più disposti ad aiutarci a tracciarlo. La prossima fase consiste nell’applicare la tecnologia che già possediamo a ogni trasferimento, per ogni addetto alla gestione e in ogni aeroporto offrendo maggiore tracciabilità e collegando ogni fase del viaggio”.

“Grazie ai dati, all’intelligenza artificiale e alle operazioni predittive, possiamo sfruttare meglio le strutture esistenti in ogni fase del percorso aeroportuale: dal check-in ai controlli di sicurezza, dai gate alle aree di movimentazione degli aeromobili, fino alla zona bagagli”, ha aggiunto il ceo di Sita, David Lavorel.

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