venerdì, 18 Giugno 2021

Assoporti punta a intercettare traffico passeggeri sul Medierraneo

Assoporti ha presentato all’Europa il nuovo corso della portualità italiana che intende intercettare “come sistema” i crescenti flussi di traffico merci e passeggeri che interessano il Mediterraneo. “Si tratta di quote di mercato in crescita per effetto del raddoppio dei Canali di Suez e di Panama – ha detto Zeno D’Agostino, neo presidente – L’Italia, anche per la sua posizione geografica, vuole e deve essere della partita. Il nostro valore aggiunto di chiama Mediterraneo”.
A cominciare da quello di Trieste, unico porto ferroviario ad avere collegamenti quotidiani per l’Europa, “i porti italiani chiedono in modo unitario alla politica che siano messi in campo tutti gli sforzi necessari per adeguare le infrastrutture alle esigenze dei flussi globali” ha detto D’Agostino.
I vari corridoi europei rappresentano un’opportunità enorme in termini di occupazione e lavoro. “L’Italia deve farne parte, nella consapevolezza che le merci che arrivano in un porto hanno bisogno di essere spedite via terra nel minor tempo possibile”.
Se l’Italia riuscirà in questo, si aprono opportunità significative per tutta la filiera industriale legata alla logistica. E su questo tutti i soggetti interessati, dal Governo, al ministero alle Autostrade del Mare, devono riuscire a fare squadra. Lo hanno sottolineato anche il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Paolo Emilio Signorini, quello del Mar Ionio, Sergio Prete, e il presidente di Interporto di Bologna, Marco Spinedi.
“Dopo anni di immobilismo – hanno sottolineato – con la riforma dei porti avviata dal Governo qualcosa sta cambiando”. La sfida attuale per i porti italiani è duplice: da un lato bisogna adeguarsi alla riforma; dall’altro bisogna saper interpretare come sistema la parola ‘globale’. “In un mondo che va sempre più veloce – ha sottolineato Alessandro Panaro, responsabile dell’area Maritime di SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo) – l’Italia ha la grande opportunità che deriva dal trovarsi in mezzo al Mediterraneo. Siamo il primo Paese per valore della merce in import-export via mare con l’Area Mena, con 51,2 miliardi di euro nel 2016. Un dato su tutti: nei primi 9 mesi del 2016 l’import-export dell’Italia è stato apri a 578 miliardi. Il 37% dell’interscambio commerciale italiano viaggia via mare”.

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