Caro-carburanti impatta sulle vacanze: aggravio di costi di quasi 2 mld

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Tra luglio e agosto 2026 il costo dei rifornimenti di carburante è aumentato del 21% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, generando una spesa aggiuntiva stimata in 1,8 miliardi di euro a carico delle famiglie italiane. A rilevarlo è l’Ufficio economico di Confesercenti sulla base dei dati MIMIT: con la benzina arrivata a una media di 2,010 euro/litro e il gasolio a 2,130 euro/litro, un pieno da 50 litri è costato fino a 20 euro in più rispetto all’estate 2025.

L’intervento pubblico sul taglio delle accise ha consentito un risparmio complessivo di circa 300 milioni di euro nei due mesi estivi concentrandosi sul diesel (con uno sconto di 17 centesimi dal 28 luglio), ma la misura temporanea non basta a mitigare i rincari in vista dei flussi turistici del controesodo e di settembre.

“Il caro carburanti non può più essere affrontato con provvedimenti di breve durata. I livelli raggiunti oggi da benzina e gasolio rischiano di penalizzare la stagione turistica di settembre e di trasferirsi sull’intera economia, alimentando nuove pressioni inflazionistiche. Per questo serve un intervento mirato e strutturale sulla fiscalità di carburanti ed energia”, ha commentato il presidente di Confesercenti, Nico Gronchi.

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