martedì, 1 Dicembre 2020

Centro Europeo Consumatori Italia: voucher obbligatorio fa naufragare tutele consumatori

“L’Unione europea è l’unica regione al mondo in cui i cittadini sono completamente tutelati da un insieme di diritti dei passeggeri”. Con queste parole la Commissaria per i trasporti Adina Vălean commentava i risultati di un sondaggio Eurobarometro e la Commissione Europea, al dilagare della pandemia in corso, ribadiva in una nota che la proposta di un voucher per quanti avessero subito la cancellazione del viaggio, non avrebbe potuto influire sul diritto al rimborso. Affermazioni perfettamente in linea con l’imponente impianto di tutele implementato negli anni da regolamenti e direttive, che oggi, tuttavia, sembra subire una consistente violazione.

Ma in Italia niente più scelta tra voucher o rimborso: “il voucher assolve i correlativi obblighi di rimborso e non richiede alcuna forma di accettazione da parte del destinatario” recita l’articolo 88 bis in fase di approvazione alla Camera.

“Siamo consapevoli della necessità di un compromesso fra gli interessi di tutti i soggetti coinvolti dalle negative e imprevedibili conseguenze dell’emergenza sanitaria in corso, ma quanto previsto comprime eccessivamente i diritti dei viaggiatori, che dovranno farsi ingiustamente carico di supportare, con i loro sacrifici, l’industria del turismo”, dice Maria Pisanò, direttore del Centro Europeo Consumatori Italia. L’impossibilità di rifiutare il voucher comporterà per i cittadini, già duramente colpiti dalle drammatiche ripercussioni economiche della pandemia, l’obbligo di vincolare quanto versato per un viaggio non fruito, per giunta senza alcuna garanzia nel caso in cui i TO, le compagnie aeree o le strutture ricettive dovessero andare incontro all’ insolvenza. “Mantenere l’alternativa tra voucher e rimborso, prolungarne la scadenza, ad oggi di un solo anno, e prevedere una garanzia di rimborsabilità adeguata potrebbe ristabilire l’equilibrio tra le parti e realizzare concretamente quanto il principio di solidarietà impone in gravi situazioni quali quella attuale”, continua Pisanò.

Eppure nessuno di questi strumenti sembra esser stato preso in considerazione. Una gestione sana e una tutela forte dei diritti, anche mediante la garanzia di rimborsi certi, possono rafforzare la fiducia dei consumatori e favorire una ripartenza dell’economia anche nel settore turistico. Ma “le modifiche apportate al Cura Italia – conclude Monika Nardo, consulente legale dell’ufficio di Bolzano – pongono un grande ostacolo ai viaggiatori italiani: la dichiarazione di norma di applicazione necessaria pregiudica ulteriormente la posizione del consumatore, già privato dei suoi diritti, poiché ove possibile, non gli permetterebbe di beneficiare delle più favorevoli disposizioni adottate dagli altri Stati membri. In Irlanda, così come in Germania, per esempio, i vettori aerei sono tenuti al rimborso anche se il volo è stato cancellato a causa del Covid- 19”.

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