Crisi in MO, a marzo +90% richieste di rimborso dei passeggeri aerei


Il caos in Medio Oriente sta costando caro alle compagnie aeree, con le richieste di rimborso per cancellazione o ritardo prolungato dei voli aumentate a marzo del 90% rispetto allo stesso periodo del 2025.

“Si stima che solo nei primi 20 giorni di conflitto siano stati cancellati a livello globale circa 70mila voli, lasciando a terra 14 milioni di passeggeri – spiega RimborsoAlVolo – Nello stesso periodo il costo del cherosene è quasi raddoppiato, aggravando i costi in capo alle compagnie aeree che, nei primi giorni di crisi, hanno anche dovuto provvedere a pagare pasti e alloggi ai viaggiatori rimasti bloccati a causa della cancellazione dei voli o chiusura degli spazi aerei”.

A tale situazione si aggiungono ora le richieste di rimborso da parte dei passeggeri che, a partire dal 28 febbraio, hanno subito la cancellazione del proprio volo o un ritardo prolungato all’arrivo superiore alle 3 ore: in Italia, in base ai dati raccolti da RimborsoAlVolo, nell’intero mese di marzo le richieste di assistenza da parte dei viaggiatori sono aumentate del +90% rispetto allo stesso mese del 2025.

“E’ ancora presto per tracciare bilanci, ma per il comparto aereo i danni saranno enormi, considerato che ogni anno solo in Italia, in condizioni normali, le richieste di risarcimento da ritardo aereo valgono tra i 170 e i 200 milioni di euro annui coinvolgendo 650mila viaggiatori – avvisa Giuseppe Conversano, Ceo di RimborsoAlVolo – Maggiori costi e perdite che saranno scaricati sui passeggeri attraverso un inevitabile incremento delle tariffe che renderà sempre più costoso volare”.

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