Il turismo culturale vale il 63% delle presenze in Italia
22 Luglio 2026, 11:50
ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI
È la cultura il principale motore del turismo italiano. L’ennesima conferma arriva dal 22° Rapporto Annuale Federculture: nel 2025 i comuni a vocazione culturale e paesaggistica, appena 1.024 sui quasi 8.000 comuni italiani, pari al 13% del totale, concentrano il 63% di tutte le presenze turistiche nazionali.
Il turismo complessivo raggiunge quota 476,4 milioni di presenze, con una crescita del 2,2% rispetto al 2024 e del 9,8% rispetto al 2019, confermandosi su livelli superiori a quelli pre-pandemia. A trainare il settore è soprattutto la componente internazionale, che supera il 55% del totale. Nei comuni culturali gli stranieri rappresentano il 58% delle presenze e arrivano al 73% nelle grandi città.
All’interno dei territori culturali, quelli che combinano patrimonio artistico con offerta balneare, montana o naturalistica raccolgono il 33,5% delle presenze nazionali, mentre le grandi città si attestano al 21,6% e i comuni esclusivamente culturali al 7,8%. La maggiore attrattività dei territori culturali si riflette anche sugli indicatori economici.
Secondo il Rapporto Federculture, nei grandi centri urbani, nei comuni a prevalente vocazione culturale e nei territori in cui l’offerta culturale si integra con quella balneare, montana o naturalistica, il reddito imponibile medio per contribuente raggiunge i 25.600 euro, un valore superiore dell’8,5% rispetto alla media nazionale di 23.600 euro. Nei comuni con altre caratteristiche turistiche, invece, il reddito medio si ferma a 22.000 euro, circa il 16% in meno rispetto ai territori a vocazione culturale.