L’IA entra negli hotel: strategie, dati e nuovi modelli per l’hotellerie


L’intelligenza artificiale sta diventando sempre più uno strumento operativo per il settore alberghiero, con applicazioni che spaziano dalla gestione dei dati all’ottimizzazione dei processi fino al miglioramento dell’esperienza dell’ospite. Il tema è stato al centro dell’incontro ‘L’IA: cosa cambia nell’hotellerie’, organizzato a Roma da Confindustria Alberghi in collaborazione con la Luiss Business School presso Villa Blanc.

L’appuntamento ha riunito imprenditori e operatori del settore per analizzare opportunità, criticità e casi concreti di utilizzo dell’IA nelle strutture ricettive, evidenziando come la tecnologia possa incidere in modo significativo sui modelli di business e sull’organizzazione aziendale.

Uno degli elementi chiave emersi nel corso dell’incontro riguarda il ruolo strategico dei dati. Senza informazioni strutturate e di qualità, infatti, l’adozione dell’Intelligenza Artificiale non può generare valore reale.

“Oggi le imprese italiane non parlano più di Intelligenza Artificiale in astratto: la stanno già applicando, con esperienze concrete anche nel turismo. All’interno del report ‘L’Intelligenza Artificiale per il Sistema Italia’ abbiamo raccolto 45 casi d’uso in questo settore – ha spiegato Alberto Tripi, Special Advisor per l’IA di Confindustria – La strategia resta una responsabilità dell’imprenditore: è lui a indicare rotta e priorità. L’IA non sostituisce la visione, la rende più efficace. Ma senza dati di qualità, strutturati e coerenti, non c’è progetto di Intelligenza Artificiale che possa davvero generare valore”.

Il ruolo dell’IA è stato analizzato anche in relazione agli scenari globali e alle trasformazioni del turismo internazionale. Secondo Giuseppe Italiano, Deputy Rector of Artificial Intelligence della Luiss Guido Carli, il settore turistico rappresenta oggi un’infrastruttura strategica dell’economia globale e richiede strumenti in grado di affrontare un contesto sempre più incerto.

“In uno scenario geopolitico frammentato, la resilienza non è più opzionale. Per gli hotel significa ripensare modelli operativi e decisionali adottando soluzioni di intelligenza artificiale capaci di anticipare la domanda, ottimizzare risorse e reagire in tempo reale all’incertezza. L’AI non è solo innovazione tecnologica, ma può diventare uno strumento di adattamento strategico per la nuova globalizzazione”, ha sottolineato Italiano.

L’obiettivo dell’incontro era offrire agli imprenditori una visione concreta e applicabile al contesto alberghiero.

“Abbiamo voluto organizzare questo momento di approfondimento per capire cosa può realmente servire a un hotel e come integrare queste soluzioni nei processi operativi – ha detto Marco Gilardi, vicepresidente di Confindustria Alberghi con delega all’IA – Allo stesso tempo era fondamentale affrontare anche gli elementi di attenzione, dalla tutela dei dati alla consapevolezza degli strumenti adottati. L’IA è un’opportunità straordinaria, ma va governata con competenza e visione strategica”.

Durante l’incontro sono state inoltre presentate alcune esperienze aziendali. Alberto Mami, direttore marketing di Lindbergh Hotels, ha evidenziato come l’introduzione dell’IA richieda innanzitutto un cambiamento culturale all’interno delle aziende, accompagnato da investimenti nella formazione e da un’analisi approfondita dei processi aziendali per individuare gli ambiti in cui la tecnologia può generare valore concreto.

Nel suo intervento Gilardi ha illustrato alcune applicazioni operative dell’IA nelle strutture alberghiere, soffermandosi sia sulle opportunità sia sugli errori da evitare, a partire dall’importanza di un utilizzo consapevole degli strumenti e dalla corretta formulazione dei prompt.

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