martedì, 24 Novembre 2020

Ma la ricettività parallela non è sinonimo di illegalità

“Ricettività parallela non è sinonimo di illegalità. Alcune considerazioni sommarie diffuse negli ultimi giorni offendono i tanti operatori onesti che svolgono attività ricettiva integrativa del reddito o professionale, rispettando regole, norme e versando quanto dovuto ad un fisco, spesso opprimente, e non sempre capace di accompagnare le variegate esigenze di un mercato in continuo cambiamento”.

E’ quanto afferma il presidente di Aigo, l’Associazione Italiana Gestori Ospitalità e ricettività diffusa di Confesercenti, Agostino Ingenito, secondo il quale “la lotta all’illegalità è giusta, ma con regole chiare per tutti. Il mercato turistico è in continua evoluzione, il turismo individuale e l’esplosione della rete internet hanno imposto nuovi modelli e modalità di ospitalità che non possono essere colpevolizzati. Si può e si deve fare lotta comune all’illegalità e all’abusivismo – sottolinea Ingenito – ecco perché auspichiamo un approfondimento su tematiche concrete. Restano, infatti, ancora sul tappeto diversi temi non risolti, come per la tassa di soggiorno, i costi gestionali e del personale, il ruolo delle OLTA nell’intermediazione”.

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