Rimborsi voli, riapertura Hormuz non esclude cancellazioni
10 Aprile 2026, 11:00
L’annunciata riapertura dello stretto di Hormuz non mette al riparo da possibili difficoltà di pprovvigionamento di carburante per il trasporto aereo, né dal rischio di cancellazioni dei voli durante il prossimo periodo estivo o sensibili rincari dei prezzi dei biglietti. In favore dei viaggiatori ha realizzato una guida pratica che illustra i diritti validi in caso di cancellazione di un volo a causa di carenza di carburante.
Per i viaggi ‘fai da te’ si ha diritto “al rimborso del prezzo del biglietto o all’imbarco su un volo alternativo quanto prima possibile o in data più conveniente al passeggero. Se la cancellazione avviene a ridosso della partenza, quando il passeggero è già in aeroporto, si ha diritto anche all’assistenza sottoforma di pasti, sistemazione in albergo, trasferimenti, ecc. Trattandosi di circostanze eccezionali viene meno il diritto alla compensazione pecuniaria fino a 600 euro prevista dalle norme comunitarie”.
Chi ha prenotato strutture ricettive e pagato altri servizi potrebbe perdere quanto versato, “a meno che non abbia stipulato una apposita assicurazione di viaggio o le condizioni di contratto prevedano la rimborsabilità totale o parziale in caso di annullamento anticipato”.
Chi invece ha acquistato tramite agenzie di viaggio o tour operator un pacchetto turistico, qualora subisca la cancellazione del volo, “ha diritto a usufruire di un altro pacchetto di qualità equivalente o superiore senza supplementi di prezzo, oppure a un altro pacchetto turistico qualitativamente inferiore, previa restituzione della differenza di prezzo. Qualora decida di recedere dal contratto, ha diritto al rimborso integrale delle somme già corrisposte”. E’ inoltre possibile che, come conseguenza dei rincari del jet-fuel, chi ha acquistato un pacchetto vacanza si veda richiedere supplementi di prezzo rispetto a quanto già pagato, circostanza espressamente prevista in funzione del costo del carburante o di altre fonti di energia. “Se l’aumento di prezzo eccede l’8% del prezzo complessivo del pacchetto il viaggiatore può accettare la modifica proposta oppure recedere dal contratto senza corrispondere spese di recesso”, ricorda RimborsoAlVolo.