martedì, 22 Settembre 2020

Mantova designata Capitale italiana della cultura 2016

Al termine di un’agguerrita battaglia a suon di progetti e recuperi del patrimonio, è Mantova a vincere il titolo di Capitale italiana della cultura 2016. L’annuncio arriva direttamente dal ministro dei beni culturali e del turismo, Dario Franceschini, in un salone del consiglio nazionale al Mibact mai tanto affollato di sindaci, assessori e tifo da stadio.

“No, non me lo aspettavo, ma ero consapevole del ruolo e della bellezza di Mantova”, commenta a caldo Mattia Palazzi, sindaco Pd eletto da appena 4 mesi, che con la sua città ha battuto 9 rivali eccellenti (su 24 iniziali) come Aquileia, Como, Ercolano (favorita fino all’ultimo), Parma, Pisa, Pistoia, Spoleto, Taranto e Terni.

Per loro, però, la corsa è tutt’altro che conclusa, perché proprio tra le finaliste battute il 25 gennaio si proclamerà la Capitale del 2017, per poi andare a regime, anno dopo anno, dal 2018. 

In palio, oltre allo scettro, un milione di euro per realizzare il progetto presentato e l’esclusione delle risorse investite dal vincolo del patto di stabilità.

A fare la differenza per Mantova è stata forse l’esperienza già vissuta nella corsa al titolo di Capitale europea della cultura 2019 (vinto da Matera) se, come dice il presidente della Giuria selezionatrice, Marco Cammelli, “per il 2016 abbiamo valutato la prossimità della scadenza, chi aveva cioè meno strada da fare per arrivare all’obiettivo, essendo il nuovo anno alle porte. Il resto delle motivazioni, saranno disponibili solo a valutazione conclusa anche per il 2017”.

Per Franceschini, “questo è l’inizio di un percorso virtuoso, che ha messo in moto le capacità di progettazione complessiva, coinvolto il territorio e che rafforza l’Italia come museo diffuso. Mantova è una bellissima città, con una grande tradizione. Lo erano anche le altre e di anno in anno il riconoscimento diventerà sempre più importante e ambito, perché crescerà di certo il numero delle concorrenti”.

 

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