martedì, 22 Settembre 2020

Palmira dopo l’Isis deve tornare com’era

L’arco della vittoria sbriciolato, il tempio di Bêl et Baalshamin distrutto, i busti delle tombe decapitati e violati. È il bilancio di quanto è accaduto alla splendida Palmira, dopo la liberazione dal Califfato che la usava .come prigione per i condannati a morte.   

Dello stato della città siriana si è parlato alla XIX Bmta di Paestum con testimonianze di nella città viveva e lavorava come la figlia dell’archeologo martire Khaled Al Asaad, e l’ultimo direttore del turismo di Palmira Mohamad Saleh.

“Palmira va ricostruita, ne sono convinto”, dice l’archeologo italiano Paolo Matthiae, che proprio sulla ricostruzione dei monumenti distrutti dall’Isis ha curato insieme a Rutelli la mostra aperta al Colosseo. “Certo ci sono condizioni imprescindibili – precisa – bisogna rispettare la sovranità del Paese. Ci devono essere un coordinamento e un controllo dell’Unesco, e la ricostruzione deve essere il frutto di una grande cooperazione internazionale. Ne ho parlato con il direttore delle antichità di Damasco e ho avuto una risposta di totale appoggio”.

Presenti anche Bassam  Barsik, responsabile marketing del ministero del turismo della repubblica arabo siriana e il suo collega responsabile della formazione, che intervengono per raccontare l’orrore di quella gabbia piazzata dai terroristi davanti ai monumenti e confidano che in realtà un piano per la ricostruzione c’è già, messo a punto da Selon Maamoun Abdulkarim direttore del dipartimento antichità.

Intanto, la rivista Archeo pubblicherà, tradotta in italiano, con il patrocinio Unesco, la ‘ Guida di Palmir’a redatta  tanti anni fa da Khaled Al Asaad. L’introduzione sarà scritta da Walid, il figlio di Khaled che gli era succeduto nella direzione del sito.

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