Open Air: estate incorona laghi del Nord, il Mezzogiorno tiene

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La vacanza all’aria aperta si conferma un pilastro dell’estate 2026, facendo registrare un consolidamento dei flussi con una spiccata predilezione per le destinazioni lacustri del Nord Italia. È quanto emerge dall’indagine congiunturale di Questlab per Faita Federcamping su un campione di circa 200 villaggi e campeggi. I dati mostrano un mercato solido guidato da tedeschi e italiani, seguiti da olandesi, francesi, svizzeri e austriaci, con interessanti fiammate da Polonia e Repubblica Ceca. I laghi del Nord (Garda, Iseo, Como) guidano la crescita con proiezioni a fine stagione che stimano un +2,6% negli arrivi, +0,9% nelle presenze e +1,6% nel fatturato.

Come sottolineato dal presidente di Faita Federcamping, Alberto Granzotto, il turismo open air — che conta in Italia 2.600 strutture e 1,3 milioni di posti letto per un giro d’affari superiore agli 8 miliardi di euro — sta premiando gli investimenti delle imprese in termini di sostenibilità, accessibilità e innalzamento dei servizi qualitativi.

Il focus territoriale e l’andamento delle regioni
Lombardia e Trentino (I laghi trainano il comparto): in Lombardia la provincia di Brescia e il Garda si confermano leader (2,55 milioni di presenze storiche), con il tasso di occupazione HBenchmark stabile al 57% fino a ottobre e il Garda a +3,2%. In Trentino l’occupazione cresce di 8 punti percentuali sul 2025 (tasso medio al 42% da aprile a settembre) e l’ADR (ricavo medio per unità) sale a 80 euro. Nelle località lacustri trentine già venduto il 50% delle unità, con tariffe per Ferragosto vicine ai 100 euro al giorno.

Nordest (Veneto e Fvg): occupazione media on-the-book al 57,1% fino a novembre. Nonostante una leggera flessione a giugno dovuta allo slittamento del calendario delle festività tedesche, luglio vola con un +1% sul 2025 e l’84% di riempimento per bungalow e mobile home. La Germania mantiene la leadership (50% delle unità vendute), ma il mercato italiano guadagna 2 punti arrivando al 17% di quota. Lunghissimi i soggiorni del Nord Europa: 13,4 notti la media degli olandesi, 12,3 per i tedeschi e 10,3 per gli italiani.

Emilia Romagna e Toscana: in Emilia Romagna (5 milioni di presenze totali nel comparto) si assiste a una riscoperta delle piazzole grandi per via del boom di vendite di camper, con soggiorni lunghi (10 notti di media) nel Delta del Po. In Toscana le stime del Centro Studi Turistici di Firenze indicano 7,1 milioni di pernottamenti totali (+1,6% per il trimestre estivo), con una forte prevalenza del mercato italiano (61% della domanda). Resta alta l’attenzione degli operatori toscani per la sensibilità della clientela verso i rincari inflattivi.

Centro-Sud e Isole (Tra dinamismo e ostacoli): ottimi indici a giugno nel Lazio e nelle Marche (dove crescono le prenotazioni online e il last minute), e avvio positivo in Abruzzo e Campania grazie alla Pentecoste bassa. Al Sud, tuttavia, la spinta inflattiva e l’aumento dei costi esogeni stanno spingendo i clienti a contrarre la permanenza media e la capacità di spesa. In Calabria tengono i villaggi e cresce il glamping. Più complessa la situazione in Sicilia (in ripresa sul mercato famiglie dopo un inizio d’anno sottotono nello Ionio) e Sardegna: entrambe le isole scontano la pesante penalizzazione dei costi dei traghetti e dei voli, l’alta fiscalità e la carenza endemica di personale (in particolare bagnini, a causa delle nuove norme sulle piscine). Sulla dorsale adriatica (Marche e Abruzzo), invece, a fare da freno sono le storiche criticità infrastrutturali dell’autostrada A14.

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