Turismo outdoor, nel 2026 oltre 68 milioni di turisti in Italia
28 Aprile 2026, 11:20
Il turismo all’aria aperta continua a consolidarsi come uno dei segmenti più dinamici del comparto travel. Secondo la sesta edizione dell’Osservatorio sul turismo outdoor realizzato da Human Company in collaborazione con THRENDS, il 2026 si prospetta come un anno di stabilizzazione per il settore in Italia, con una previsione di 68,4 milioni di presenze, in lieve crescita (+0,4%) rispetto al 2025.
A trainare il comparto resta soprattutto la domanda internazionale, stimata in 37,8 milioni di pernottamenti, in aumento del 13,9% rispetto al periodo pre-pandemico. Più stabile invece il mercato domestico, che dovrebbe attestarsi a 30,6 milioni di presenze, ancora leggermente sotto i livelli del 2019.
Dal punto di vista territoriale, il Nord-Est si conferma l’area leader del turismo outdoor italiano con 31,5 milioni di presenze, pari a circa il 46% del totale. Seguono il Centro con 16,7 milioni, il Sud e le Isole con 10,6 milioni e il Nord-Ovest con 9,5 milioni.
L’analisi evidenzia anche l’impatto economico del settore: nel 2026 la spesa diretta generata dai turisti che scelgono formule open air dovrebbe raggiungere 5,12 miliardi di euro, con una spesa media giornaliera stimata in circa 75 euro a persona. Considerando anche indotto e spese indirette, il valore complessivo del comparto potrebbe arrivare tra 9,1 e 13,3 miliardi di euro.
Tra i fattori che influenzano la domanda emergono le incertezze geopolitiche, che orientano i flussi verso destinazioni considerate più sicure, e le pressioni economiche, legate in particolare all’inflazione e ai costi energetici. Anche il cambiamento climatico incide sulle scelte di viaggio, favorendo una redistribuzione delle vacanze verso periodi meno caldi dell’anno.
Parallelamente, il comparto registra una progressiva qualificazione dell’offerta, con strutture che integrano servizi e standard sempre più vicini all’hotellerie di fascia medio-alta.
Guardando al contesto europeo, nel 2025 i pernottamenti nei campeggi e villaggi turistici dell’UE hanno raggiunto quota 413 milioni, con Francia, Italia e Spagna ai primi posti per volumi. Con 54,1 milioni di presenze, l’Italia si conferma secondo mercato europeo per il turismo outdoor.
Secondo gli operatori del settore, l’open air ha ormai superato la fase di rimbalzo post-pandemico ed entra in una fase di consolidamento in cui la crescita passerà sempre più dalla qualità dell’offerta e dall’innovazione dei servizi, oltre che dalla capacità di intercettare una domanda internazionale in continua evoluzione.