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Alitalia, raddoppia numero lavoratori in cigs. Sindacati in rivolta

Circa 6.800 dipendenti di Alitalia, oltre la metà di tutto il personale della compagnia, rischiano di essere coinvolti dalla cassa integrazione nei prossimi sette mesi. L’azienda infatti per l’evolversi dell’emergenza Coronavirus ha infatti “aggiornato”, aumentandoli, i numeri della nuova cigs per il periodo da marzo a fine ottobre. Con il risultato che la cassa legata al Covid-19 praticamente raddoppia rispetto alla richiesta iniziale (2.785), arrivando a coinvolgere oltre 5.600 dipendenti, anche nella sussidiaria regionale CityLiner, finora non toccata dagli ammortizzatori.

La mossa era nell’aria da giorni, ventilata dalla stessa azienda all’avvio della trattativa con i sindacati. Ma ora è nero su bianco nei documenti inviati ai rappresentanti dei lavoratori. E manda alle stelle la preoccupazione dei sindacati che temono che questa misura sia la premessa per una nuova Alitalia molto più piccola.

“Non accetteremo alcuna azione che vada nella direzione del ridimensionamento”, avvertono Filt Cgil, Uiltrasporti e Ugl Trasporto aereo che affidano il loro ‘no’ ad una lettera congiunta inviata al commissario Giuseppe Leogrante e al direttore Giancarlo Zeni, e per conoscenza al governo, chiedendo, nell’ambito del confronto avviato sulla newco pubblica che dovrà far partire la nuova Alitalia, che l’amministrazione straordinaria “si astenga da qualsiasi azione unilaterale” sul lavoro. “Nessuno pensi che questi numeri possano essere utilizzati per far partire una nuova Alitalia con pochi lavoratori e senza prospettive di sviluppo”, osserva il segretario nazionale della Fitl Cgil Fabrizio Cuscito. “La nuova Alitalia a controllo statale dovrà essere un vettore di bandiera e non una piccola compagnia marginale rispetto al mercato”, aggiungono anche i segretari della Uiltrasporti Claudio Tarlazzi e Ivan Viglietti.

Le comunicazioni ufficiali dell’azienda confermano i numeri trapelati già mercoledì sera. Alitalia intende mettere in cigs altri 2.868 dipendenti, di cui 206 di CityLiner: aggiunti all’iniziale richiesta di 2.785, il totale dei dipendenti coinvolti dalla cassa fino al 31 ottobre sale a 5.653 solo per il coronavirus. A questi numeri va aggiunga la cigs chiesta indipendentemente dall’emergenza sanitaria, che nella richiesta iniziale dell’azienda è di 1.175 persone: per un totale di dipendenti in cassa nei prossimi sette mesi di 6.828 persone. In particolare, Alitalia calcola che l’emergenza Covid-19 renda necessario mettere in cigs 388 comandanti, 471 piloti, 1.975 naviganti del personale di cabina e 2.613 dipendenti del terra. Per CityLiner la cigs (dal 23 aprile al 31 ottobre) viene chiesta per 41 comandanti, 58 piloti, 105 naviganti di cabina e 2 dipendenti del terra.     La nuova cassa per Alitalia sarebbe dovuta scattare il 24 marzo, ma nell’ultimo confronto tra azienda e sindacati con il Ministero, le parti si sono riaggiornate al 3 aprile. Se la riunione di venerdì prossimo si concludesse con un “mancato accordo tra le parti”, si legge nell’integrazione della procedura inviata ai sindacati, la cigs scatterà il 23 aprile.

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