lunedì, 30 Novembre 2020

Air Asia Giappone in bancarotta: niente rimborsi per i passeggeri

La pandemia del coronavirus continua a pesare come un macigno sul trasporto aereo. Ultima vittima la filiale giapponese del vettore a basso costo AirAsia, di base in Malesia, costretta a richiedere la bancarotta a causa del crollo prolungato della domanda. La decisione arriva a un mese di distanza dalla sospensione dei voli tra i due paesi, tre in totale, inclusa una rotta a Taiwan.

Air Asia ha comunicato che non sarà in grado di rimborsare 23.000 biglietti già emessi e che i suoi debiti ammontano a circa 21,7 miliardi di yen, l’equivalente di 175 milioni di euro. In base alle linee guida del tribunale l’aerolinea sarà costretta a richiedere l’assistenza dei principali azionisti, tra cui la Rakuten, e i clienti che hanno acquistato i biglietti potranno ricevere dei voucher da scambiare con altri servizi del gruppo. Air Asia era operativa dal 2017 dall’aeroporto di Tokoname, nel Giappone centrale, scelto come hub principale, con voli interni diretti su Sapporo, Sendai e Fukuoka. L’emergenza sanitaria in aprile aveva provocato il blocco di tutte le rotte dell’aerolinea, che poi aveva tentato una riapertura delle tratte ad agosto. Il tracollo della domanda prolungato nel tempo ha poi portato a una nuova sospensione dei voli in ottobre.

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