mercoledì, 21 Ottobre 2020

Alitalia, Montezemolo: serve cambiamento, basta vie di mezzo

“Per Alitalia bisogna ora condividere, e sottolineo condividere, un progetto forte, coraggioso, che forse sarebbe stato meglio fare prima, tra l’azienda e gli azionisti italiani e arabi che hanno investito all’inizio e reinvestito”. Ad affermarlo Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Alitalia, in merito alle ultime notizie sul Piano industriale e sulle proteste dei sindacati.

“Dobbiamo condividere, un progetto coraggioso, per molti aspetti radicale, che porti l’Alitalia a essere competitiva, perché oggi nelle rotte di medio raggio ha una struttura di costi e una situazione che non può competere con i low cost che sono sempre più forti. Sarà la base per poi fare ognuno quello che si deve fare: il Governo deve fare la sua parte, il management deve fare la sua parte, gli azionisti la stanno facendo- ha aggiunto – Non bisogna parlare solo del management ma dello sforzo fatto già una volta e rifatto oggi dagli azionisti italiani e arabi. E bisogna parlare con il sindacato per condividere una azienda che stia in piedi. Perché, avverte,”se continuiamo come negli ultimi anni a trovare sempre delle soluzioni in generale di via di mezzo non facciamo niente.

 Accanto all’advisor finanziario Lazard già al lavoro sul piano per Alitalia, sarà definito nelle prossime ore un advisor industriale di comune accordo dai soci italiani e dai soci arabi, per una messa a punto finale e pienamente condivisa del business plan -ha spiegato Montezemolo – Azionisti italiani e azionisti arabi hanno ulteriormente scommesso sull’Italia e entrambi vogliono che questo business plan non sia solo un piano del management ma un piano anche degli azionisti, su cui tutti sono d’accordo. A quel punto ci si siederà con il Governo e ognuno deve fare la sua parte, coinvolgendo nel confronto anche il mondo del lavoro.    

“Oggi – ha ricordato Montezemolo – il vero problema dell’Alitalia è il modello di business. Oggi l’Alitalia si trova a non essere né una low cost né una compagnia focalizzata solo sul lungo raggio; ed  è un discorso vecchio: quando è arrivata Etihad Alitalia aveva circa il 30% solo di voli internazionali, che rispetto ad altre compagnie è bassissimo. Da quel momento la compagnia ha fatto sforzi importanti aprendo nuove rotte, ma è sempre troppo poco.  Definito il piano, a quel punto, tra 3 settimane non dico 3 anni, ci si mette a tavolo con il Governo, e con il sindacato perché siamo sulla stessa barca, con i manager, con gli azionisti”.

Per Montezemolo a cambiare deve essere anche il clima che spesso accompagna le vicende di Alitalia: “non è un compagnia di bandiera, non è pubblica, ma quando giustamente taglia rotte che sono clamorosamente in perdita e perdono soldi è come se fosse uno scandalo”. 

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