sabato, 26 Settembre 2020

Caio e Lazzerini al lavoro sul futuro di Alitalia tra discontinuità e sviluppo

Accesi i motori per la newco per la nuova Alitalia pubblica. Davanti si sono solo 30 giorni per mettere a punto il piano industriale per i prossimi 5 anni. E i vertici designati, Francesco Caio e Fabio Lazzerini, si sono già attivati perché non si perda tempo. Del piano non c’è ancora nemmeno la prima pagina, ma si sta già predisponendo la squadra di manager (20-25 persone) che vi lavorerà e la rotta è stata già tracciata nelle interlocuzioni col Governo: “discontinuità con il passato e una prospettiva di medio termine con l’obiettivo di sviluppo”.

I due manager, ascoltati in audizione alla commissione Trasporti della Camera, hanno le idee chiare sul piano: si svilupperà su tre direttive, investimenti per la qualità (sulla flotta, ma anche sulla digitalizzazione); la gradualità, vista l’incertezza nella curva di ripresa del traffico aereo, in modo da “raggiungere in tempi rapidi una sostenibilità”; e infine le alleanze, spiega il presidente designato Caio.

“Ci stiamo attrezzando perché è importantissimo già il primo giorno”, sottolinea Lazzerini, spiegando che nel lavoro di preparazione rientrano anche l’interlocuzione con i sindacati e con chi produce gli aerei. Proprio quello dei nuovi velivoli è un tema da impostare fin da subito, approfittando del vantaggio che c’è in questo momento storico, fa notare il manager.

Snodo fondamentale del piano, poi, è l’alleanza con un partner, perché in questo settore non si può restare soli. Prima la compagnia deve essere robusta, per poter affrontare un negoziato “a testa alta”, dice Lazzerini, che non si sbilancia sui vari attori in campo (Iag, SkyTeam e Star Alliance).

Il piano dovrà inoltre aggredire i problemi strutturali della compagnia, che in questi decenni non sono stati risolti: dalle poche connessioni sull’intercontinentale alla flotta troppo vecchia. Proprio su questi nodi, però, ora la “tragedia” del Covid può essere “l’opportunità per il nostro Paese di partire senza alcuni dei vincoli strutturali”, osserva Lazzerini. Inoltre il posizionamento della nuova Alitalia “deve essere per forza su un settore di mercato che è un settore premium”, perché questa compagnia ha una struttura “assolutamente diversa dalle low cost”.

Resta infine un’incognita il nome della futura compagnia: “Se riuscirà a chiamarsi così vedremo”, dice Lazzerini, il nome costituisce un “asset” con “un grandissimo valore”, però “non è scontato”.

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