venerdì, 5 Marzo 2021

Ora ad Alitalia serve anche nuovo commissario. Gubitosi lascia con commozione

Con l’uscita di Luigi Gubitosi da Alitalia cresce la preoccupazione per il futuro della compagnia. In uno scenario già caratterizzato da tempi sempre più stretti (il 15 dicembre è il termine per restituire il prestito ponte) e da un progetto di rilancio ancora da definire con Ferrovie dello Stato cui affiancare un partner internazionale, aumenta il pressing dei sindacati sul ministro dello sviluppo Luigi Di Maio perché convochi il tavolo ‘permanente’ sulla compagnia promesso più di un mese fa.

Intanto è attesa a breve (dovrebbe essere questione di qualche giorno), sempre dal Mise, la decisione su chi andrà a completare la terna commissariale accanto a Stefano Paleari e Enrico Laghi: si starebbe cercando qualcuno che si occupi più della parte manageriale di cui si è occupato finora Gubitosi, a cui erano attribuite anche le funzioni di coordinatore.

Dal canto suo, Gubitosi esce di scena dopo 18 mesi e lascia (“con commozione” dopo una “straordinaria avventura”) una società che, se nel maggio 2017 aveva “prospettive molto negative”, ora “ha ripreso quota”: “la winter – scrive nella lettera inviata ai dipendenti – è stata superata brillantemente e questo inverno non costituirà un problema. Alitalia continua a crescere, a novembre a doppia cifra, le performance operative ci vedono tra i leader a livello mondiale ed è in corso un processo di continuo miglioramento su tutti gli aspetti del business”. La compagnia va quindi “progressivamente meglio”, ma “c’è ancora tanto da fare”, torna a ripetere Gubitosi, ricordando che a gennaio inizierà il processo di modernizzazione della flotta con i 3 nuovi A321 Neo. C’è poi c’è da far decollare il progetto di rilancio con Ferrovie dello Stato, su cui Gubitosi si dice “favorevolmente impressionato dall’entusiasmo e dalla professionalità della dirigenza e del team” che vi sta lavorando.

 

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