Ryanair contro fondi ad Alitalia, ceo chiede incontro al Governo

Ryanair si prepara a tornare attore di primo piano nel panorama del traffico aereo italiano, ma critica la decisione del governo di ricapitalizzare Alitalia e chiede che vengano riviste le misure che inaspriscono le tasse per gli aeroporti regionali e impongono a tutte le compagnie il medesimo contratto di lavoro settoriale. Misure, queste, che rischiano di rivelarsi “un disastro” per la concorrenza delle compagnie low fares e per il rilancio del turismo e dell’economia italiana. A farsi portavoce della posizione di Ryanair è il suo amministratore delegato Eddie Wilson che in un’intervista all’Ansa sollecita un incontro con i principali responsabili del Governo Italiano.

Il 21 giugno il vettore irlandese ricomincerà a volare sia sulle rotte interne sia su quelle internazionali, comprese quelle italiane. E Wilson sottolinea in particolare, che “non intendiamo lasciare l’Italia, siamo il primo vettore e intendiamo rimanere tali, ma in tempi in cui il traffico è dimezzano i paesi e le destinazioni devono rendersi più attraenti, non meno attraenti, se aumenti le tasse penalizzi”.

Proprio per questo punta il dito contro le misure adottate dal Governo. In primis la decisione di operare un’iniezione di capitale nelle casse di Alitalia: “non è il miglior modo di utilizzare i soldi dei contribuenti italiani – afferma -. Sono stati spesi 3,5 miliardi per ricapitalizzarla per nessuna buona ragione: le uniche persone che le pagheranno sono i contribuenti italiani e i passeggeri di Ryanair e delle compagnie low fares attraverso l’aumento dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco”. Una misura, quest’ultima che a suo parere rischierebbe di far tornare indietro nel tempo.

“Non possiamo tornare agli anni ’60 quando per andare da una regione all’altra bisognava passare per Linate o Fiumicino” sostiene. “Sarebbe invece molto meglio se il governo italiano abbassasse le tasse aeroportuali per tutte le compagnie, premiando le compagnie che portano più persone nelle regioni”. Wilson ricorda infatti che Alitalia ha il 20% del mercato italiano, mentre Ryanair e tutte le altre low cost rappresentano oltre il 50%.

Il Ceo Ryanair critica poi anche la decisione del governo di imporre a tutti i vettori lo stesso contratto di lavoro settoriale. “Noi assieme alle altre compagnie low fares abbiamo il nostro contratto di lavoro collettivo pattuito con i sindacati italiani. Abbiamo bisogno di concorrenza, non di sostenere compagnie aeree inefficienti, è discriminatorio” lamenta.

“E’ molto importante che il governo ci incontri – incalza il Ceo di Ryanair – e la cosa peggiore è che cercano di imporre le inefficienze che non hanno funzionato per gli ultimi 30 anni sulle compagnie che invece sostengono l’economia italiana, è un disastro”.

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