giovedì, 27 febbraio 2020

308mila congressi, 6mila strutture e 25 mln di persone: tutti i numeri del 2014

I 308 mila tra eventi e congressi organizzati in circa 6 mila strutture italiane hanno messo in movimento oltre 25 milioni di persone nel 2014. E, di questi, più della metà nel Nord del Paese. Lo rivela l’Osservatorio italiano dei congressi e degli eventi, i cui dati sono stati presentati oggi a Roma nella sede dell’Agenzia Nazionale del Turismo.

Uno sguardo dettagliato all’analisi – condotta tra giugno e ottobre 2015 sulla base di un questionario distribuito online a 5.786 sedi congressuali – mostra che il 60% del totale degli eventi ha avuto un ambito di riferimento locale, ovvero con partecipanti, esclusi i relatori, provenienti prevalentemente dalla stessa regione dove è ubicata la sede congressuale; il 31% degli eventi un orizzonte nazionale, ossia con partecipanti, esclusi i relatori, provenienti prevalentemente da fuori regione; il 9% degli eventi (e il 11% dei partecipanti totali) è risultato classificabile come internazionale, avendo partecipanti provenienti in numero significativo dall’estero.

Inoltre, gli eventi promossi da associazioni, aziende e istituzioni hanno rappresentato nel loro insieme il 77,3%. In particolare, le aziende promuovono il 56% degli eventi totali; le associazioni il 33%; enti e istituzioni di tipo governativo, politico, sindacale e sociale l’11%.

Quanto alla tipologia di sede, risulta che sono gli alberghi congressuali (il 70,9% di tutte le sedi analizzate) a concentrare nel loro insieme la maggior parte degli eventi (il 76,3% del totale), pur realizzando una percentuale non altrettanto elevata di partecipanti (il 46,4%) e di presenze (37,7%). Seguono le dimore storiche (6,5) e i centri congressi e fieristico congressuali (5,9%).

Un’ultima nota riguarda il fatturato. Il 71,2% delle sedi che hanno preso parte all’indagine ha dichiarato di non aver modificato nel 2015 le proprie tariffe rispetto al 2014: gli alberghi a cinque e quattro stelle che hanno partecipato alla ricerca sono le sedi che più delle altre hanno dichiarato (rispettivamente nel 50% e nel 21,5% dei casi) di aver aumentato nel 2015 le proprie tariffe; le sedi fieristico congressuali sono quelle che in percentuale maggiore (nel 90% dei casi) hanno dichiarato di averle lasciate invariate, mentre i centri congressi (nel 15,6% dei casi) le hanno diminuite.
Quanto alle previsioni per il 2015, la metà dei partecipanti al questionario ha espresso ottimismo circa una probabile crescita.

“Questo è il primo step di un’analisi che vogliamo proseguire con i prossimi osservatori – annuncia Mario Buscema, presidente Federcongressi&eventi – anche estendendo i dati a quelli che riguardano il peso economico del settore e i trend del mercato. L’impegno che ci prendiamo è quello di iniziare già da domani l’impostazione dell’osservatorio sui dati 2015. A caldo mi sento di dire che questi numeri documentano ancora una volta la grande rilevanza del settore per l’economia nazionale, e ci fanno intravedere ampi spazi di miglioramento. A fronte di una grande numerosità di eventi e di partecipanti, l’offerta congressuale risulta molto frammentata, come peraltro accade anche nel turismo leisure, e ciò fa emergere ancora una volta il ruolo di un’associazione come Federcongressi&eventi”.

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