venerdì, 27 Novembre 2020

Jannotti Pecci: giusta la liquidazione di Promuovitalia

"Dopo tanti annunci, arriva finalmente un passo concreto nella direzione giusta". E' quanto sostiene dichiara Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Promuovitalia SpA, commentando il Decreto legge Turismo proposto dal Ministro Franceschini e approvato ieri dal consiglio dei ministri.
"Il decreto – sottolinea – risponde con misure concrete alle aspettative degli operatori turistici sia per la valorizzazione della cultura e dei beni culturali, sia per il rilancio del turismo ed il Parlamento, in sede di conversione, potrà apportare miglioramenti utili a recuperare lo stallo in materia registrato da troppo tempo. La trasformazione dell'Enit in Agenzia Italiana del Turismo ente pubblico economico, va in direzione di una maggiore incisività della spesa e della promozione dell'offerta turistica italiana, come da anni i due principali sistemi di rappresentanza delle imprese, Confindustria e Confcommercio chiedevano, e di un impegno concreto a cogliere le opportunità degli eventi di Expo".
E Jannotti Pecci precisa anche che "la decisione della liquidazione di Promuovitalia SpA è il punto di arrivo di un  processo di recupero di trasparenza e di ristrutturazione realizzato dal cda in attuazione di indicazioni del ministro del Turismo Gnudi, già nella primavera del 2012. Un processo laborioso e contrastato, purtroppo anche da alcuni componenti del  CdA dell'azionista unico Enit, che in alcune situazioni hanno impedito di prendere le decisioni dovute, con la conseguenza di nascondere la polvere sotto il tappeto. La disattenzione del ministero e di qualche dirigente ha fatto il resto.
Già da diverse settimane il cda di Promuovitalia – ha concluso Jannotti Pecci –  ha provveduto ad approvare uno stato dell'arte ed un quadro conoscitivo reale dei rapporti in essere, comprese le misure a tutela delle professionalità delle risorse umane, atti a favorire l'avvio e una rapida attuazione della liquidazione della società e li ha trasmessi all'Enit e al ministro competente, dandone informazione anche agli altri soggetti presso i quali potrà essere ricollocato il personale. In tal modo si potrà colmare una lacuna del provvedimento, tutelando maggiormente anche i collaboratori a progetto, senza determinare alcun onere per le casse pubbliche".

 

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