giovedì, 15 Aprile 2021

Addio Andrea Camilleri, maestro di una nuova Sicilia

Oggi salutiamo il maestro Camilleri, creatore di una Sicilia letteraria e di una versione del siciliano che resteranno patrimonio indelebile dei siciliani e del mondo intero. Un patrimonio che ha contribuito alla diffusione di un’immagine nuova della Sicilia, affascinando milioni di persone che hanno riscoperto la Sicilia sia sul piano dell’immagine sia sul piano dell’attrattività turistica.

Vogliamo ricordarlo condividendo i post di altri due siciliani che per sensibilità diverse riescono a fotografare la personalità umana e artistica: Sofia Muscato e Daniele Billitteri.

Con te – scrive Sofia Muscato – si spegne una pagina di sicilianità pura.

Tu ci hai raccontati e riscattati da un’immagine cinematografica fatta di donne sotto scialli di lana e uomini con la lupara sotto braccio. Con te, il nostro dialetto è diventato una lingua nazionale. Si è trasformato da scarna pietra a capitello barocco. […]

Grazie Camilleri. Per essere stato il cantore di una Sicilia nuova e per averci regalato un nuovo orgoglio e una nuova consapevolezza su tutto il bello di cui siamo capaci, come siciliani.

Grazie mille per aver fatto un lavoro di scrittura che ci riscattati da anni di fiction ignobili e inutili volte a deturpare persino la nobile lingua che parliamo, fino a farla diventare una macchietta.

Grazie per aver ridato il giusto colore ai limoni e alle arance, alle ginestre e alle spine, al male e al bene”.

 

Tutti – scrive Billitteri – abbiamo imparato qualcosa da Andrea Camilleri. Quindi pure io. Credo che dichiarare questo debito sia il modo migliore per onorarne la memoria.

Da Andrea Camilleri ho imparato che:

1) Per andarsene c’è sempre tempo. La salutata dura sempre di più della visitata.

2) Per vedere bene le cose molte volte basta chiudere gli occhi

3) L’immaginazione spesso conta di più della conoscenza (cit. Einstein)

4) Si può amare la gente senza essere populisti

5) Si può essere amati per il rispetto che sappiamo conquistarci […]

20) Come che sia, fu bellissimo”.

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