Appello dal Laos: due italiane rischiano di restare bloccate in Asia

Due ventiseienni fiorentine rischiano di non riuscire a rientrare in Italia dal Laos a causa delle misure sanitarie imposte dalle istituzioni del Paese e da alcune compagnie aree per l’emergenza Coronavirus. A lanciare l’allarme per le due giovani, Greta Antoni ed Elena Sofia Ascoli, è stata con un post su Fb la mamma di quest’ultima. Le due ventiseienni hanno i biglietti aerei per tornare, con la russa Aeroflot: il volo è per domani ma rischiano di essere respinte al check-in perché non sono in possesso del certificato di negatività al tampone per il Coronavirus richiesto dalle autorità e dalla compagnia aerea.

“Per farci partire – spiega Elena Sofia Ascoli – vogliono un certificato rilasciato poche ore prima della partenza, ma qui il tampone non lo fanno se non hai sintomi. Il direttore di un ospedale con cui siamo riuscite a parlare ci ha detto che i tamponi li tengono per chi sta male, e anche una clinica privata si è rifiutata di farcelo. La situazione è critica, non ci accettano più nemmeno negli ostelli perché abbiamo il passaporto italiano, vogliamo rimpatriare. E nella nostra situazione ci sono altri italiani anche in Thailandia e Indonesia. Al momento l’unica possibilità per tornare a casa è chiedere un volo diretto che riunisca tutte le persone come noi. Chiunque si trovi in Laos ci contatti! Insieme siamo più forti!”.

La madre di Elena, Anna Lord, spiega che la figlia e l’altra giovane “sono in Asia da gennaio per un’esperienza lavorativa, e sono arrivate in Laos a inizio marzo. Poco dopo i Paesi asiatici hanno messo grosse restrizioni per i viaggiatori italiani e ora rischiano di rimanere in Laos mentre sta scoppiando l’epidemia”. Per questo chiede alle autorità italiane “di intervenire presso il governo del Laos per fargli fare un lasciapassare per poter salire sull’aereo”.

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