Le compagnie aeree chiedono 50 mld per salvarsi mentre eliminano diritti passeggeri

L’industria aeronautica sta entrando in una crisi senza precedenti e non vi sono dubbi che abbia bisogno di aiuti governativi e sostegno finanziario alla luce delle conseguenze del
coronavirus. Il problema è che per uscirne, oltre ad affidarsi al sostegno finanziario dei governi, le
compagnie aeree stanno facendo leva sulla crisi COVID-19 per sostenere una vecchia agenda normativa e indebolire i diritti dei passeggeri aerei in Europa.

Nel pieno dell’emergenza coronavirus, agenzie come A4E e IATA fanno pressioni per modificare il
regolamento CE 261, normativa europea che tutela i diritti dei passeggeri, per ridurre la responsabilità delle compagnie aeree e indebolire le tutele dei viaggiatori aerei. E anche se può sembrare comprensibile che in questa crisi le compagnie aeree stiano cercando di negare ai passeggeri il diritto al rimborso del biglietto, offrendo invece voucher, anche i passeggeri sono stati pesantemente colpiti dalla crisi, e molti di loro potrebbero aver bisogno urgentemente di questi rimborsi.

 

“Capiamo che questo è un momento di crisi per le compagnie aeree, ma è una profonda crisi per tutti in tutto il mondo, soprattutto per i singoli individui e i passeggeri. Il fatto che il COVID-19 sia una circostanza straordinaria, e APRA è stata la prima organizzazione a riconoscerlo ufficialmente, non dà alle compagnie aeree il diritto di usarlo come un’opportunità per eliminare tutti i diritti dei passeggeri aerei. Semmai, questa crisi rivela che ora più che mai sono necessari diritti forti per i passeggeri aerei, per assicurarsi che le compagnie aeree stiano dando ai passeggeri un trattamento giusto mentre attraversano la pandemia”, afferma Christian Nielsen, membro del consiglio di amministrazione e portavoce di APRA (Associazione dei difensori dei diritti dei passeggeri – Association of Passenger Rights Advocates).

http://passengerrightsadvocates.eu

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