lunedì, 21 Settembre 2020

8 contagiati in volo Creta-Gb, ma niente quarantena da Grecia e Portogallo

Otto ragazzi britannici, di ritorno da una vacanza a Creta, sono stati testati positivi al coronavirus nel secondo episodio di contagio a bordo di voli turistici dalla Grecia registrati di recente nel Regno Unito. Gli otto erano a bordo di un aereo della compagnia low cost Wizz Air atterrato il 25 agosto nello scalo londinese di Luton: sono stati sottoposti a tampone dopo che si è appreso che l’infezione era stata diagnosticata, al rientro nel loro Paese, ad alcuni compagni di viaggio originari dell’Estonia.

Un portavoce del ministero della Sanità britannico ha precisato che la compagnia aerea è stata contattata per l’identificazione di tutte le 212 persone a bordo dell’aereo, invitate ora a isolarsi in casa per 14 giorni e a fare i test in caso di sintomi.

Un episodio analogo è accaduto negli stessi giorni su un volo Tui fra l’isola greca di Zante e Cardiff, seguito da non poche polemiche sul mancato rispetto dell’uso della mascherine a bordo da parte di numerosi passeggeri, da accuse d’inazione rivolte all’equipaggio e infine dallo stop dei collegamenti con Zante.

Intanto, però, il governo conservatore di Boris Johnson ha deciso di non ripristinare per ora la quarantena obbligatoria per chi arriva o rientra da Grecia e Portogallo. La decisione è giunta un po’ a sorpresa. Il ministro dei Trasporti, Grant Shapps, ha spiegato che la tendenza è stata affrontata dalle autorità greche e portoghesi con una serie di misure, fra cui un incremento dei test, e che quindi il ritorno delle due nazioni nella lista delle mete di viaggio soggette a speciali cautele non appare per ora necessario. Salvo verifiche successive.

Il via libera – gradito fra l’altro alle compagnie aeree, che attraverso la stampa del Regno invocano a gran voce aiuti straordinari per “la sopravvivenza” al governo Johnson – continua peraltro a valere solo per chi arriva in Inghilterra e in Irlanda del Nord; perché al contrario le autorità locali di Scozia e Galles (competenti sulla materia in forza della devolution) hanno reimposto l’isolamento di 14 giorni per chi sbarchi direttamente sui loro territori sia dal Portogallo sia dalla Grecia (o almeno da alcune popolari isole greche, nel caso scozzese).

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