Carburante alle stelle mette a rischio voli in tutto il mondo
02 Aprile 2026, 11:30
EPA/KITH SEREY
Se il conflitto in Medio Oriente dovesse continuare, le forniture di carburante per gli aerei che volano in Europa potrebbero subire interruzioni da maggio, mettendo potenzialmente a rischio il 25% delle scorte di Ryanair proprio tra maggio e giugno. Lo ha dichiarato a Sky News l’amministratore delegato Michael O’Leary, così come riporta l’agenzia Reuters.
“Se la guerra finisse e lo Stretto di Hormuz venisse riaperto entro la metà o la fine di aprile, non ci sarebbero rischi per le forniture”, ha proseguito O’Leary nella sua analisi. “Ma se, invece, la guerra continua e le interruzioni delle forniture persistono, riteniamo che ci sia un rischio ragionevole che una piccola percentuale, forse il 10%, il 20% o il 25% delle nostre forniture possa essere a rischio nel periodo compreso tra maggio e giugno”, ha argomentato ancora. O’Leary ha anche confermato che la compagnia aerea irlandese, ad oggi, non ha cancellato alcun volo perché le sue forniture di carburante sono attualmente sicure, ma che il rischio che i prezzi dei biglietti siano “significativamente più alti” per i prossimi mesi rimane.
La Cina starebbe decidendo di prorogare per tutto il mese di aprile il divieto di esportazione di carburanti raffinati. Lo riferiscono cinque fonti al sito di Reuters, spiegando però che potrebbero essere concesse deroghe per piccoli volumi destinati ai Paesi della regione che hanno richiesto assistenza.
Sono in corso discussioni per la spedizione di volumi limitati di diesel, carburante per aerei e benzina verso i seguenti paesi del Sudest asiatico: Bangladesh, Myanmar, Sri Lanka, Maldive e Vietnam.
Intanto, in India il prezzo del carburante per aerei è aumentato dell’8,5% per le compagnie aeree nazionali raggiungendo le 104.927,18 rupie (circa 967 euro) al chilolitro.
Ma la situazione di allarme si avverte anche dall’altro lato del mondo: in Brasile dopo l’aumento medio del 55% del prezzo del cherosene per aviazione (Qav), Abear, l’associazione che riunisce le principali compagnie, annuncia che il rincaro avrà “conseguenze severe” sulle operazioni, aggravando una struttura dei costi già sotto pressione.