Come cambia il turismo: il 41% si fida più dell’IA che degli amici


Il 59% di Gen Z e Millennial utilizza l’intelligenza artificiale per pianificare i viaggi, mentre il 41% si fida più dei consigli delle AI che di quelli degli amici. Non solo: il 60% la usa per trovare ristoranti, superando strumenti tradizionali come Google Maps. Il turismo entra così in una nuova fase guidata da dati e intelligenza artificiale. È questo il messaggio emerso durante GatewAI, la seconda Conferenza nazionale dedicata all’intelligenza artificiale nel turismo, organizzata da Turismi.ai.

Secondo Phocuswright, il 77% degli utenti prova frustrazione nella fase di ricerca e prenotazione. “L’AI semplifica questo processo, segnando il passaggio da una logica di ricerca a una di richiesta diretta: non si cercano più opzioni, si chiede all’assistente di costruire l’esperienza, e di prenotarla” afferma Edoardo Colombo, presidente Turismi.ai.

L’impatto dell’AI si riflette anche sulle performance digitali: il traffico organico dei siti è in calo, mentre cresce quello generato dagli agenti intelligenti, con effetti su piattaforme come Wikipedia. Il controllo dei dati diventa quindi centrale: le AI costruiscono le risposte sulla base delle informazioni disponibili e della loro qualità. Un caso emblematico è quello di NerdWallet, che nelle ricerche sugli hotel Hyatt compare più spesso del sito ufficiale del brand su piattaforme come Perplexity.

Parallelamente emergono nuove opportunità: i tassi di conversione dell’AI sono oggi i più elevati, con una ricerca su tre che diventa prenotazione, contro meno dell’1% dei canali tradizionali. Il passo successivo è già in corso: dalla raccomandazione alla prenotazione automatica, con piattaforme come Mindtrip.

“Non esiste una tecnologia unica: l’AI è trasversale e va integrata lungo tutta la filiera”, ha affermato Antonio Barreca, presidente Federturismo Confindustria, evidenziando come il settore dovrà affrontare una crescita esponenziale della domanda e relative necessità di risposta.

Secondo l’Ocse, entro il 2030 serviranno oltre 40 milioni di nuovi lavoratori nel turismo. Va da sé che automazione e AI diventeranno strumenti essenziali per ottimizzare processi e produttività, liberando risorse da dedicare alla relazione con il cliente.

Per Alessandra Priante, presidente di Enit, “il messaggio è chiaro: il turismo del futuro sarà sempre più guidato dai dati. Chi saprà interpretarli e integrarli nei processi decisionali potrà competere a livello internazionale”.

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