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Dall’Europa a Isralele compagnie aeree bloccano voli per la Cina

I contagi da coronavirus sono 7.711 e si registrano 1.370 casi in condizioni gravi. Lo ha reso noto la Commissione nazionale sanitaria cinese sottolineando che la maggior parte dei contagi riguarda la provincia di Hubei dove si è generato il virus. Altre 81 mila persone sono invece sotto osservazione. Di fatto, superando i numeri dell’epidemia di Sars del 2003. E l’infezione, seppur lentamente, avanza anche in Europa: i casi sono saliti a 10, il primo in Finlandia e il quinto in Francia.

In Cina circa 60 milioni di persone sono di fatto in quarantena dopo l’isolamento totale dell’area di Hubei, dove tutto è cominciato, e le restrizioni parziali in diverse altre città. Nel resto del Paese, dove le vacanze di Capodanno lunare sono state prolungate fino al 2 febbraio, la maggior parte dei residenti, spaventati, diserta centri commerciali, cinema e ristoranti. E colossi stranieri del calibro di Ikea e Starbucks hanno deciso di chiudere la metà dei loro negozi in tutto il paese, mentre anche Toyota ha fermato la produzione.

Il pericolo è che l’epidemia esploda con virulenza fuori dalla Cina, dove finora il numero dei contagi è relativamente contenuto, nell’ordine dell’1%. E le compagnie aeree di tutto il mondo corrono ai ripari. Oltre all’inglese British Airways, che ha sospeso tutti i suoi voli da e per il paese asiatico, la decisione di sospendere le rotte è stata presa da altre compagnie asiatiche. Mentre altre aviolinee hanno al momento ridotto l’offerta. Almeno il 9% dei voli programmati da o per la Cina è stato cancellato tra il 23 e il 27 gennaio, secondo una ricerca condotta da Cirium, riferisce l’agenzia Bloomberg.

L’ultima in ordine di tempo è l’israeliana El Al che da domani e fino al 25 marzo non volerà più in Cina. I voli in programma oggi partiranno invece regolarmente.

Oltre all’americana United Airlines che ha annunciato la sospensione di “alcuni voli” verso Pechino, Shanghai e Hong Konng tra il primo e l’8 febbraio, anche la compagnia di Hong Kong Cathay Pacific ha annunciato la decisione, a partire da giovedì e fino alla fine di marzo, di “ridurre progressivamente”, almeno della metà, i propri voli da e per la Cina continentale. La compagnia finlandese Finnair, che negli ultimi anni ha moltiplicato i collegamenti con l’Asia, sospenderà alcuni voli, ma manterrà i collegamenti con Pechino, Shanghai, Hong Kong e Guanghzou.

Air France invece, che ha 10 voli settimanali per Pechino e 13 per Shanghai, ha fatto sapere che al momento intende mantenere invariati i propri collegamenti con la Cina. Niente cancellazioni al momento nemmeno per la tedesca Lufthansa, che spiega di “aver messo in atto diverse misure”, tra cui la distribuzione di maschere al personale di cabina e al personale di terra. La compagnia svedese Sas, che vola su Pechino e Shanghai una volta a settimana, non ha sospeso i voli ma assicura di “seguire gli sviluppi con attenzione”. Per quanto riguarda infine l’Italia, Alitalia non opera direttamente voli sulla Cina.

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