Dalla Bit l’allarme delle Regioni: governo investa su Enit o inutile

Dalla Borsa internazionale del Turismo,una 34/a edizione ridotta nei giorni ma non nei numeri delle presenze, arriva ancora una volta il grido di allarme per un settore che soffre ormai dal 2008, come ha detto il presidente di Confturismo-Confcommercio Luca Patané. Una Bit che guarda all'Expo del 2015 e spera che l'evento sia il traino per tirarsi definitivamente fuori dalla crisi. "Si dice che per Expo arriveranno 20 milioni di visitatori – rileva Carlo Sangalli, presidente Confcommercio – certo quelle sono le previsioni, ma quei visitatori non arriveranno automaticamente, bisogna saperli conquistare".
"Già c'è la crisi ma come mai in altri paesi i turisti non diminuiscono?" si chiedono gli assessori regionali al turismo che convocano una conferenza stampa a margine di Bit: "Noi stiamo facendo la nostra parte ma non basta, se si considera il turismo un fattore essenziale della nostra economia si facciano gli investimenti necessari".
"Abbiamo sempre creduto e sostenuto l'Enit ma o viene messo in condizioni di fare la sua attività o è inutile", afferma Mauro di Dalmazio, presidente Commissioni della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome Coordinamento Turismo.
"Non si può fare promozione all'estero se non con il sistema Paese, con l'Enit – rincara Fabrizio Bracco, assessore umbro – tutte le regioni, ogni regione, ha il suo piano strategico per il turismo. Restiamo in attesa di quello del governo".  
"Le regioni possono promuovere le offerte territoriali ma poi devono essere canalizzate da un sistema comune – ha commentato l'assessore al turismo pugliese Silvia Godelli – Chiediamo investimenti a livello nazionale altrimenti i nostri sforzi sono inutili".
Alla conferenza stampa hanno partecipato gli assessori al turismo di Toscana, Puglia, Liguria, Umbria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia.  

 

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