Dall’Egitto alle Maldive, le destinazioni vittime della guerra


L’escalation del conflitto in Medio Oriente e l’incertezza legata alla sicurezza dei cieli stanno ridisegnando la mappa del turismo internazionale. Secondo l’ultima analisi di Sojern, l’attuale instabilità sta spingendo il mercato verso una fase di riconsiderazione profonda, evidenziando una chiara distinzione tra i comportamenti reattivi legati all’emergenza e l’effettiva intenzione di viaggio turistico.

Per i viaggiatori italiani che pianificano un viaggio fuori dal Paese, si osserva uno spostamento e una riduzione momentanea di interesse. Le ricerche di hotel dall’Italia verso il Medio Oriente sono crollate del 73,2%, (rispetto al +22,9% dello scorso anno nello stesso periodo) con flessioni che raggiungono l’82,7% per gli Emirati Arabi Uniti, il 60% per l’Egitto e il 56% per la Turchia.

Questa cautela colpisce anche le grandi rotte del lungo raggio, probabilmente per il timore legato ai limiti di voli diretti disponibili e all’aumento dei costi operativi, si registrano infatti cali importanti verso le Maldive (-69,9%), la Thailandia (-41,9%) e l’Indonesia (-53%).

In questo scenario, il mercato domestico emerge come elemento di resilienza, con le ricerche per voli interni in Italia che crescono del 35%, affiancate da un interesse stabile per le mete europee di prossimità come Spagna (14% delle intenzioni di viaggio in uscita) e Francia (8% delle intenzioni di viaggio in uscita.

Sul fronte degli arrivi verso l’Italia, emerge una divergenza significativa tra la ricerca di voli e quella di hotel. Mentre le ricerche alberghiere internazionali verso il nostro Paese restano solide e resilienti, con una crescita del 52,2% da inizio anno che conferma l’immagine dell’Italia come “porto sicuro”, la domanda alberghiera dal medio Oriente verso l’Italia è scesa al -3,3% (contro il +95,7% dello scorso anno).

Al contrario, si è registrato un picco improvviso nelle ricerche di voli dal Medio Oriente verso l’Italia, un dato però che non va interpretato a livello turistico, perché si tratta di un comportamento reattivo legato a evacuazioni, ricollocamenti o rientri d’emergenza dei connazionali.

Per Luca Romozzi, Senior Director di Sojern, “l’Italia, in questo momento, beneficia del suo status di meta protetta, intercettando flussi che rinunciano alle aree di crisi o ai viaggi a lungo raggio percepiti come rischiosi”.

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