Iata e Icao contro estensione ETS oltre confini Ue
20 Luglio 2026, 12:12
La proposta della Commissione europea di estendere il sistema Ets dell’Ue oltre i confini europei rischia di alimentare tensioni sull’extraterritorialità, rallentare la decarbonizzazione globale e indebolire la competitività europea.
Ne è convinto il direttore generale della Iata, che esprimendo “profonda frustrazione” per il progetto di revisione, dice: “l’Ue sta ripetendo un errore storico”, ricordando che un’impostazione analoga era già stata screditata oltre dieci anni fa. “Le conseguenze saranno dannose: alimenteranno acrimonia sull’extraterritorialità, rallenteranno la decarbonizzazione globale e indeboliranno la competitività europea, con i viaggiatori e le imprese europee chiamati a pagarne il prezzo”, ha avvertito Walsh.
Invece di ampliare l’Ets europeo oltre i confini dell’Ue, secondo la Iata, Bruxelles dovrebbe concentrarsi sul rafforzamento del Corsia, il meccanismo globale concordato per compensare e ridurre le emissioni del trasporto aereo internazionale. L’aumento delle quote destinate ai carburanti sostenibili per l’aviazione e l’introduzione di un sistema ‘book-and-claim’ per i Saf potrebbero rappresentare passi promettenti, osserva l’associazione, precisando tuttavia che “i dettagli saranno decisivi per il successo”. “Ci confronteremo con i responsabili politici europei per arrivare a un approccio più efficace, senza extraterritorialità, con pieno sostegno al Corsia e incentivi efficaci per i Saf”, ha concluso Walsh.
Preoccupazione è stata espressa anche dall’Icao. “La proposta di ampliare l’ambito di applicazione del sistema di scambio di quote di emissioni dell’Unione europea per il settore dell’aviazione a partire dal 2029 – ha sottolineato l’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile -, minerebbe l’unica misura armonizzata a livello globale applicabile alle emissioni di Co2 derivanti dall’aviazione internazionale e porterebbe a misure duplicate. Il ‘Corsia’ è l’unica misura globale basata sul mercato applicabile alle emissioni di Co2 derivanti dall’aviazione internazionale. È stato approvato dagli Stati membri dell’Icao dal 2016, con l’Unione europea e i suoi Stati membri che hanno svolto un ruolo determinante nel costruire il consenso verso questa soluzione armonizzata a livello globale”.
Sulla stessa linea di pensiero Ourania Georgoutsakou, amministratore delegato di Airlines for Europe (A4E), la principale associazione di compagnie aeree europee. “La priorità dell’Europa dovrebbe essere quella di ridurre il costo dell’Ets e il costo dei carburanti sostenibili per l’aviazione (Saf), reinvestendo ogni centesimo raccolto tramite l’Ets nella riduzione delle emissioni del settore. L’Ue deve destinare i fondi dell’Ets versati dai passeggeri alle proprie politiche climatiche e di competitività; la riforma odierna non garantisce pienamente questo obiettivo”.