sabato, 25 Settembre 2021

Il Pd, Renzi, il turismo, il lavoro e… Calimero

Trasformare il turismo da ‘Calimero' dell'agenda politica italiana ad asset fondamentale dell'economia nazionale. L'auspicio è contenuto nella lettera aperta al neo segretario del Pd, Matteo Renzi scritta da Marcella Bondoni, responsabile Turismo Pd Emilia-Romagna.
"Il nostro Paese – scrive – ha un deciso bisogno di investire e credere nei soli settori che nell'ultimo anno hanno avuto minor flessione rispetto a tutte le altre: il turismo e la cultura. Dobbiamo attrezzarci per affrontare al meglio le sfide del prossimo futuro, in primis l'Expo 2015. Siamo fortemente in ritardo! È vero qualche segnale positivo si è visto: i contratti di sviluppo e la deducibilità dell'Imu per i beni strumentali, la proroga dei termini per l'adeguamento antincendio delle strutture alberghiere. Tutto ciò ancora non è sufficiente. Perdiamo ogni giorno quote di competitività – continua Bondoni – può mai essere possibile che nelle classifiche per entrate da turismo internazionale siamo posizionati dopo Macao?
E' stato annunciato da diversi mesi un decreto per il turismo ma ancora non si è visto nulla. I nostri operatori, le categorie, gli enti locali ne hanno bisogno come il pane. Dobbiamo attrezzarci per estendere alle strutture ricettive le agevolazioni fiscali previste per la ristrutturazione delle abitazioni; la trasformazione dell'imposta di soggiorno in contributo di scopo per il turismo; un Fondo nazionale per il turismo; la definizione di nuove norme in materia di concessioni demaniali marittime ad uso turistico-ricreativo – conclude – per risolvere i problemi aperti e cogenti".
Intanto nella bozza del suo JobsAct, Renzi ha inserito anche il turismo. Il turismo, insieme alla cultura, all'agricoltura e al cibo, compare come primo punto al quale verrà dedicato uno specifico piano industriale, con l'indicazione delle singole azioni operative e concrete che verranno messe in campo per creare nuovi posti di lavoro.
Inoltre, il documento promette la nascita in tempi strettissimi di un nuovo codice del lavoro con una semplificazione delle norme e la riduzione delle forme contrattuali, per rendere meno confuso il mercato. Inoltre, dal punto di vista fiscale, campeggia la proposta della riduzione del 10% dell'Irap.

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