Maldive, individuati i corpi dei sub italiani. Sotto la lente le autorizzazioni
19 Maggio 2026, 09:51
da sinistra Monica Montefalcone, Federico Gualtieri, Giorgia Sommacal, Gianluca Benedetti e Muriel Oddenino
Sono rimasti intrappolati nella parte più profonda della grotta in cui giovedì si sono immersi senza ritornare a galla. I corpi della professoressa Monica Montefalcone, di sua figlia Giorgia Sommacal, del neo laureato Federico Gualtieri e della ricercatrice Muriel Oddenino, quattro degli italiani morti alle Maldive durante un’escursione, sono stati individuati da un team di esperti subacquei nel terzo segmento della grotta di Dhekunu Kandu che raggiunge una profondità di oltre sessanta metri.
Oggi inizia il recupero, con l’obiettivo di riportare in superficie due dei quattro corpi, mentre gli altri due forse verranno recuperati domani. La durata indicativa di ciascun intervento è di circa tre ore, ma le tempistiche effettive dipenderanno dalle condizioni riscontrate in grotta. Nelle prossime ore potrebbe rientrare in Italia la salma della quinta vittima Gianluca Benedetti, capobarca e istruttore di sub.
Nel frattempo continuano le indagini per accertare le cause della tragedia e stabilire le responsabilità. Sotto la lente, oltre alle attrezzature, finiscono le autorizzazioni. In un’intervista al Corriere della Sera Mohamed Hussain Shareef, portavoce del presidente delle Maldive, Mohamed Muizzu, sostiene che nella lista del team di ricerca non comparirebbero i nomi del capobarca Gianluca Benedetti e di Giorgia Sommacal, figlia della professoressa Montefalcone. Una circostanza su cui il tour operator verbanese Albatros Top Boat sottolinea – attraverso la sua legale Orietta Stella – che “il permesso di cui si parla non è per le immersioni, ma per l’attività scientifica”. “Viene da sé – sostiene l’avvocata – che ad averlo dovessero essere i ricercatori e non le guide. Così come è scontato che i ricercatori non si immergessero senza guide”.
Dal canto suo Carlo Sommacal, papà di Giorgia e marito di Monica Montefalcone, dice di non credere “assolutamente” che non ci fossero le autorizzazioni anche “per mia figlia. Non credo a tutto questo. Mia moglie amava mia figlia e mio figlio. Se c’era una immersione rischiosa non ti ci portava. Era una persona preparatissima ed espertissima oltre che coscienziosa e tutti sapevano che andavano lì e per cosa andavano. Stanno scaricando la responsabilità. Ora mi interessa solo riportare mia moglie e mia figlia a casa”.