Mazzi: la crisi internazionale favorirà il turismo italiano


“Attraversiamo un momento di crisi a livello internazionale, ma voglio ispirare il mio mandato all’ottimismo, che fa rima con turismo. Il nostro è un ministero che parla di sole, spiagge e vacanze: bisogna infondere fiducia, mentre a volte c’è troppo allarmismo e sensazionalismo”. Lo ha detto il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, nel suo tour nelle Marche.

Mazzi ha rivolto un invito alla responsabilità, sottolineando come la situazione reale sia “molto meno grave” di quanto descritto da alcuni media. “Leggo di emergenze, ad esempio sul jet fuel – ha affermato il ministro che ha preso il posto di Daniela Santanchè – smentite poi dallo stesso commissario dei trasporti. L’allarmismo non fa bene a un comparto cruciale che da solo vale il 13% del pil e che, insieme a tutto l’indotto, si stima superi il 25%”. Mazzi ha quindi annunciato che “il governo Meloni si sta battendo per un fondo europeo per il turismo”

Secondo l’esponente del governo Meloni, l’attuale congiuntura internazionale paradossalmente favorirà le mete nazionali: “molti cittadini europei non andranno nei Paesi extra-europei e guarderanno all’Italia, che resta tra le destinazioni più importanti, seconda dopo la Spagna. Abbiamo 4.800 km di costa, bellezze naturali e un patrimonio artistico unico: chi cerca il sole, il bello e la cultura sceglierà noi. L’Italia è forse il Paese più amato al mondo – ha spiegato Mazzi – e i dati ci dicono che siamo diventati la seconda meta preferita in Europa, avendo sorpassato la Francia, dietro solo alla Spagna. Ma anche il turista è cambiato: oggi chiede organizzazione, digitalizzazione e tecnologia”.

Quindi Mazzi si è soffermato sulla questione del balneari: “siamo molto vicini alla conclusione della partita sulla direttiva Bolkestein. La mia speranza è che ci siano ancora dei margini per il dialogo, che si possa ancora ragionare conciliando l’apertura richiesta dall’Europa con il rispetto dovuto a chi ha investito negli stabilimenti balneari”. “L’Europa deve capire che il turismo nelle nostre zone balneari, lungo i nostri 4.800 chilometri di costa, deve restare un sistema organizzato”, ha concluso.

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