Guerra in Medio Oriente, aerei a terra per il terzo giorno
02 Marzo 2026, 12:28
Photo by Fadel SENNA / AFP
La guerra scatenata da Usa e Isrele contro l’Iran e gli attacchi incrociati con i Paesi del Golfo Persico hanno causato nel weekend la più grande interruzione del trasporto aereo globale dall’inizio della pandemia di Covid, con migliaia di voli cancellati nei trafficatissimi hub emiratini.
Per il terzo giorno consecutivo rimangono chiusi i principali hub mediorientali, tra cui Dubai, Doha e Abu Dhabi, con decine di migliaia di passeggeri bloccati in tutto il mondo. Si calcola che siano stati annullati oltre 5.000 voli. E stamattina uno dei terminal internazionali dell’aeroporto internazionale King Khalid di Riyadh è apparso quasi vuoto dopo che i voli per diverse destinazioni nel Golfo sono stati cancellati a causa delle crescenti tensioni regionali.
L’Agenzia europea per la sicurezza dell’aviazione ha emesso la sua raccomandazione a tutte le compagnie perchè evitino di “operare nello spazio aereo interessato a tutti i livelli e le altitudini di volo” almeno fino a oggi lunedì 2 marzo.
Emirates, Etihad, Air France, British Airways, Air India, Turkish Airlines e Lufthansa hanno interrotto i collegamenti, congelando gli spostamenti di decine di migliaia di persone rimaste a terra o bloccate nelle città mediorientali.
Tra le compagnie europee, Turkish Airlines ha cancellato i voli verso Libano, Siria, Iraq, Iran e Giordania fino al 2 marzo. Air France ha interrotto i voli per Dubai, Riyadh, Beirut e Tel Aviv. British Airways ha dichiarato che non volerà verso Tel Aviv e Bahrein fino al 4 marzo. Swiss International Air Lines ha sospeso i voli da e per Tel Aviv fino al 7 marzo e ha cancellato i voli da Zurigo a Dubai previsti per sabato e domenica. Lufthansa ha cancellato i voli da e per Tel Aviv, Beirut, Amman, Erbil e Teheran fino al 7 marzo. Ita ha deciso di sospendere i voli da e per Tel Aviv fino all’8 marzo e di estendere fino al 4 marzo la sospensione di quelli da e per Dubai. Wizz Air comunica con effetto immediato che tutti i voli da e per l’Arabia Saudita saranno cancellati fino al 7 marzo compreso.
Scelte simili anche tra le compagnie aeree del Nord America: Delta Air Lines ha sospeso i voli New York-Tel Aviv. American Airlines ha “temporaneamente sospeso” i voli Doha-Filadelfia. I voli United per Tel Aviv sono cancellati fino a lunedì così come i voli per Dubai. Air Canada ha dichiarato di aver cancellato i voli per Israele fino all’8 marzo e a Dubai fino al 3 marzo. Senza contare la raffica di stop arrivati anche dall’Asia, da Air India a Cathay Pacific a Singapore Airlines.

Le tratte più penalizzate sono quelle tra Europa e Asia. Per evitare l’intera regione, i voli sono costretti ad allungare i percorsi, con un conseguente aumento dei tempi di viaggio e dei costi del carburante. Per chi deve viaggiare, la situazione è un vero incubo visto che non si può volare sopra la Russia per via della guerra in Ucraina e adesso anche il Medio Oriente è off limits. Le rotte da e per l’Asia ora passano sopra l’Asia Centrale o circumnavigano l’intera Africa con tempi di volo notevolmente aumentati che significa anche bruciare tonnellate di cherosene extra per le compagnie aeree. Che, non a caso, stamattina sono scese in picchiata nelle Borse europee: Air France-Klm -9,73%; Deutsche Lufthansa -6,73%. Consistenti, ma più contenute, le perdite per Easyjet e Ryanair mentre crollano anche i titoli del turismo nelle Borse Europee. A Parigi arretra Accor e a Francoforte Tui. Tra le compagnie di crociere, è in calo Carnival a Londra.