domenica, 11 Aprile 2021

Meno avventurosi e più abitudinari: come saranno i turisti post pandemia

Più affezionati alle destinazioni abituali di vacanza e meno avventurosi. Con più voglia di tornare in luoghi già conosciuti e, seppur inconsciamente, nel complesso più preoccupati dei viaggi all’estero e degli incontri con persone di altri Paesi. Potrebbe essere questo l’identikit dei turisti del post- pandemia, secondo uno studio della Copenhagen Business School, pubblicato su Annals of Tourism Research. “Abbiamo scoperto – evidenzia l’autore dello studio, Florian Kock- che la minaccia covid-19 ha anche fatto sì che le persone sopravvalutassero l’affollamento degli spazi pubblici e si sentissero a disagio in luoghi affollati come ristoranti o centri commerciali”.

All’inizio della pandemia sono stati implementati due studi basati su sondaggi che hanno coinvolto 960 viaggiatori americani per comprendere i cambiamenti radicati nell’atteggiamento e nel comportamento di viaggio. Nel primo studio, gli autori hanno misurato il grado in cui gli individui percepiscono un rischio di infezione più elevato da COVID-19. E’emerso che coloro che temono il virus “sono più inclini a essere nazionalisti e xenofobi, il che significa che favoriscono chi secondo la loro visione è come loro ed evitano gli stranieri”. Inoltre, percepiscono situazioni e spazi pubblici come più affollati.

Nel secondo studio, hanno scoperto che quei turisti che percepiscono COVID-19 come una grande minaccia, si impegnano inconsciamente in comportamenti per ridurre la loro percezione del rischio legata al viaggio, ad esempio muovendosi in gruppo, acquistando un’assicurazione e visitando luoghi conosciuti.

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