Mit: un bando tipo a tutela di lidi, ristoranti, camping, hotel
06 Febbraio 2026, 11:20
ANSA/LUCA ZENNARO
Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto che dà l’ok per la preparazione di un bando-tipo per le concessioni demaniali. “Una prima risposta – afferma il Mit- ai numerosi appelli delle associazioni di categoria a cui il ministro Matteo Salvini ha voluto dar seguito, vista la situazione di grande incertezza in cui si trova il comparto. L’azione di Governo per il turismo balneare, su cui si concentra il 40,9 % delle presenze turistiche, mira in primis ad evitare l’attuale caos per cui ogni Comune è proponente di un proprio bando. Da qui l’idea di un bando tipo che assicuri un esercizio delle funzioni amministrative ordinato e uniforme evitando disparità di trattamento fra aziende”.
Allo stesso tempo si punta a salvaguardare il “modello aziendale” italiano costituito in grande parte da aziende a conduzione familiare per evitare l’accaparramento del demanio da parte di multinazionali o aziende speculative non interessate a gestire le concessioni ma a subaffittarle o rivenderle, conclude il ministero.

Il Sindacato Italiano Balneari aderente a Fipe Confcommercio e la Fiba Confesercenti giudicano positiva la norma anche se ritengono indispensabile, poi, aggiornare la parte demaniale relativa al Codice della Navigazione per adattarlo alla nuova disciplina in materia di concessioni demaniali.
“Bene che il ministro Matteo Salvini e il Governo abbiano recepito il nostro appello sulla necessità e urgenza di evitare una gestione confusa e caotica delle funzioni amministrative che ci riguardano e che rischiano di danneggiare o distruggere un importante settore economico perfettamente efficiente e di successo” hanno dichiarato in una nota Antonio Capacchione, presidente del Sib e Maurizio Rustignoli, presidente di Fiba.
“Sussiste, infatti, il rischio concreto e reale – continuano – che la situazione già grave, per lo stato di incertezza sul futuro aziendale, possa addirittura peggiorare con gli Enti concedenti, (Comuni e Autorità di Sistema portuale), che mettono a gara le aziende attualmente operanti con bandi disomogenei e, soprattutto, in un quadro normativo incompleto e anacronistico. È quanto sta già succedendo con Comuni, persino limitrofi, che hanno emanato bandi di gara per l’affidamento di porzioni di demanio marittimo con contenuto completamente diverso”.