Nel Piano Colao attenzione al turismo con Piano quinquennale e agevolazioni fiscali

“Sviluppare un Piano Strategico del Turismo, con respiro almeno quinquennale, da aggiornarsi ogni due anni, in modo che sia un irrinunciabile strumento operativo per tutti gli attori della filiera”. Lo prevede uno degli obiettivo del capitolo Turismo del piano Colao.

“Il settore è sotto forti pressioni competitive. L’Italia è al 1° posto come paese ricercato in fase di pianificazione vacanza (dati Google), ma al 5° posto per numero di visitatori internazionali (62M), dietro a Francia (96M), Spagna (84M), USA (83M) e Cina (74M)”, si legge nel testo, che prevede anche la creazione di un “presidio governativo speciale focalizzato sul recupero e rilancio del settore nel prossimo triennio con l’obiettivo di assicurare coordinamento governativo orizzontale e territoriale verticale nel periodo di rilancio”.

Nel capitolo “Turismo, Arte e Cultura” del piano Colao si punta anche a “migliorare l’accessibilità del turismo italiano, investendo nei collegamenti infrastrutturali chiave relative alle aree/poli turistici ad alto potenziale e ad oggi mancanti, potenziando le dorsali dell’Alta Velocità, alcuni aeroporti turistici minori e la logistica intermodale per le città d’arte”. Tra gli interventi si sottolinea lo sviluppo dell’Av sulla dorsale adriatica (Bologna-Taranto), e il completamento dell’alta velocità sulla dorsale tirrenica, in modo che arrivi fino in Sicilia”.

Inoltre, un altro degli obiettivi è “dare agevolazioni e defiscalizzazioni per le attività del 2020-2021, incentivando gli operatori ad aprire in modo da preservare sia l’avviamento sia l’occupazione, in particolare stagionale (ad es. defiscalizzazione contributiva in caso di assunzione, aumento delle agevolazioni rispetto agli extra costi dovuti alla sanificazione, incentivi alla riapertura)”. “Il settore turistico è impattato dalla pandemia in modo gravissimo”, è la premessa che si legge.

Le azioni specifiche che prevede il documento sono:

“a. Ridurre il cuneo fiscale sul costo del lavoro in caso di assunzione o mantenimento della forza lavoro su valori 2019 e trasferimento al datore di lavoro della specifica indennità che l’INPS dovrebbe eventualmente riconoscere ai lavoratori stagionali in caso di mancata assunzione.

b. Ridurre la tassazione: mitigare la TARI in aggiunta a quanto eventualmente previsto per le rinegoziazioni dei canoni (vedi scheda 44.ii), e della TARSU 2020 in misura tale da tener conto dell’effettiva minore durata della stagione e del minore tasso di occupancy. Ulteriore riduzione (rispetto al decreto Rilancio) dell’IMU gravante sulle strutture gestite direttamente dal proprietario.

c. Agevolare la manutenzione periodica 2020 e extra costi di sanificazione attraverso un credito d’imposta a compensazione orizzontale piena.

d. Riconoscere contributi a fondo perduto finalizzati alla riapertura in modo da preservare l’avviamento dei singoli esercizi e delle località.

e. Prorogare la durata di alcune tipologie di concessioni in scadenza (ad es. per spiagge) – a condizione della riapertura nella prossima stagione – per evitare che l’orizzonte temporale dell’attività economica non permetta il ritorno degli investimenti e il ripianamento delle perdite del 2020”.

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